La sfida tra gli aspiranti sindaci su rilancio e sviluppo della città

28 Settembre 2021

Gerosolimo, Bianchi e Masci (Di Piero assente per un funerale) hanno offerto un programma in “pillole” Al centro del confronto i temi della sanità, uffici giudiziari, centro storico, turismo e politiche industriali

SULMONA. Si sono affrontati tirando di fioretto sugli argomenti più “caldi”. Lo hanno fatto in tre, davanti alle telecamere di Rete 8, (il quarto, Gianfranco Di Piero, candidato del centrosinistra con 5 liste in appoggio, era assente per un funerale allo stesso orario del confronto, dopo un lutto in famiglia), rispondendo alle domande del direttore dell’emittente Carmine Perantuono e del giornalista Claudio Lattanzio. Un confronto a tratti serrato con i tre candidati Elisabetta Bianchi, sostenuta dalla lista Direzione Sulmona, Vittorio Masci appoggiato dai partiti del centrodestra, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, più una quarta civica e Andrea Gerosolimo, sostenuto da 7 liste civiche, hanno spiegato i motivi che li hanno spinti a presentare la propria candidatura, a tentare la scalata a Palazzo San Francesco facendo conoscere ai cittadini i programmi con i quali riportare la città peligna al suo antico splendore. In tutto cinque domande su sanità, tribunale, centro storico, industrie, turismo, e altro ancora alle quali i tre candidati hanno risposto avendo a disposizione 2 minuti e mezzo ciascuno. L’ordine delle domande proposte è avvenuto per estrazione, con la successiva rotazione così come prevede la normativa che regola i confronti televisivi tra i candidati durante la campagna elettorale. A cominciare è stato l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo che, rispondendo al direttore Perantuono, ha detto che la sua è stata «una piccola scelta di follia dettata dal bene per la città. Con due cardini su cui poggia il progetto politico: pacificazione e verità. Pacificazione perché Sulmona non ha più bisogno di stupide e inutili guerre, ma solo di persone che, seppur di diversa estrazione politica, si uniscano per far rinascere Sulmona. Verità, perché ai cittadini non bisogna fare promesse che non si possono mantenere».
Elisabetta Bianchi ha spiegato le ragioni per le quali ha deciso di intraprendere questa avventura, in verità non nuova per lei, visto che si era già candidata nelle passate elezioni, sfidando Annamaria Casini. «Non ho potuto constatare, al contrario di altre realtà politiche del centrodestra, la volontà da parte di FI e Lega di arrivare a proporre un candidato comune. Candidatura arrivata solo a luglio dopo che avevano tentato unioni “contro natura” con il Pd e la sinistra. Con grande senso di responsabilità, essendo sempre stata all’opposizione della giunta Casini, ho ritenuto di dover scendere in campo poiché la coalizione che sostiene Masci è un costrutto ibrido di forze politiche».
Per ultimo Masci che ha sottolineato la volontà di mettere su un progetto, quello di «riportare la politica con la P maiuscola all’interno dell’amministrazione comunale. Ritengo che il civismo sia un’esperienza finita, un’esperienza che non può dare risposte, che non ha interlocutori di nessun tipo a livello regionale e parlamentare. I partiti sono tornati sulla scena cittadina e lo hanno fatto, alla fine con grande convinzione, non facendo passerelle, ma prendendo precisi impegni con la città».
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