la situazione

29 Gennaio 2017

Riaprirà i battenti domani la maggior parte delle scuole dell’Alta Valle dell’Aterno chiuse dallo scorso 23 gennaio, dopo l’emergenza neve combinata con le forti scosse di terremoto e l’allarme su...

Riaprirà i battenti domani la maggior parte delle scuole dell’Alta Valle dell’Aterno chiuse dallo scorso 23 gennaio, dopo l’emergenza neve combinata con le forti scosse di terremoto e l’allarme su possibili eventi di rilievo lanciato da una nota della Protezione civile con la sintesi del verbale della commissione Grandi rischi. Gli istituti chiusi sono stati quelli di Pizzoli, Barete, Montereale, Cagnano Amiterno e Capitignano. A riprendere le attività didattiche domani saranno la scuola dell’infanzia di Barete, che non ha subìto danni, anche perché è stata realizzata dopo il 2009; quella dell’infanzia di Pizzoli, in una struttura in legno che ospiterà anche presidenza e segreteria; quella dell’infanzia e la primaria di Capitignano, il cui indice di vulnerabilità sismica risulta molto alto; il Musp di Montereale, con scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. «In questi giorni, durante un incontro a Cagnano con sindaco e genitori, è stato deciso di riaprire la scuola mercoledì dopo una sanificazione», spiega la preside Elisabetta Di Stefano. «La struttura, infatti, ospita ancora due famiglie per cui si sta cercando una soluzione diversa». Non potranno riaprire per il momento, invece, la primaria e la secondaria di Pizzoli, ospitate in una struttura classificata B. «Per permettere anche qui la ripresa delle attività didattiche in tempi ragionevoli, sono già in corso i lavori nel campus di Cavallari (nella foto), che dovrebbero essere ultimati entro la settimana entrante», continua la preside. «Se tutto andrà come previsto, i bambini potranno tornare in classe già dal 6 febbraio. Si tratta di un segnale importante per le famiglie di queste zone». Anche Massimiliano Giorgi, sindaco di Montereale, è dello stesso parere: «I bambini sono più sereni nelle loro scuole, magari dentro i Musp, che altrove. Ci siamo impegnati perciò a riprendere le attività il prima possibile». (m.c.)