La storia del prof Colapietra raccontata a “Persone” (Tg3)
L’AQUILA. Raffaele Colapietra è uno storico. Aveva 78 anni quando, nella notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009, il terremoto dell’Aquila uccise 309 persone e distrusse la città e i comuni abruzzesi...
L’AQUILA. Raffaele Colapietra è uno storico. Aveva 78 anni quando, nella notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009, il terremoto dell’Aquila uccise 309 persone e distrusse la città e i comuni abruzzesi intorno. In poco tempo tutti i cittadini dell’Aquila furono sistemati prima nelle tendopoli, poi nelle 19 new town che sorsero alla periferia della città. L’Aquila si svuotò, fu dichiarata zona rossa, inaccessibile a chiunque, arrivò l’Esercito, la Protezione civile ne prese il controllo. Lui no. Il perché lo spiega egli stesso a “Persone”, il settimanale del Tg3 dedicato alle storie di vita quotidiana, in onda domani alle 12,15 su Rai3. La casa del professor Colapietra non era distrutta e così non abbandonò la sua città nonostante le insistenze di molti. Sapeva che altrimenti non sarebbe più tornato. Rimase a casa, solo, con i suoi gatti, senza acqua. Il mangiare glielo portavano dalle tendopoli. Ma non abbandonò la sua città. Oggi ha 85 anni e vive ancora all’Aquila, in una città sovrastata dalle gru, dove il silenzio viene rotto soltanto dagli operai che ristrutturano le case.

