La strage senza fine: 18 lutti in pochi anni

A settembre l’ultimo incidente mortale. E Balsorano aveva già perso i fratelli Nicoletti a febbraio
AVEZZANO. Ieri Patrizio Margani e Antonio Alonzi. Il 27 settembre i tre giovani Alessio Tuzi di 30 anni, la fidanzata Iris De Vincenzi di 26 e Alessandro Muscedere di 18 anni persero la vita nel tratto laziale della superstrada del Liri. Prima ancora, Massimo ed Emanuele Nicoletti, i due fratelli di 41 e 26 anni di Balsorano morti il 4 febbraio a pochi chilometri da casa. Nel 2021, l’imprenditore avezzanese Roberto Facchini (50 anni): la sua Nissan Qashqai bianca finì contro un camion in prossimità della galleria Mattei, tra gli svincoli di Canistro e di Civitella Roveto. Più in là con gli anni, il 30 agosto del 2009, sulla stessa strada anche il fratello Lino Marco Facchini, 43 anni, perse la vita in un incidente finendo con la sua auto contro un camion. E l’elenco delle vittime è ancora più lungo: il 12 giugno del 2021 si è schiantato invece contro un furgone Domenico De Roccis, 47 anni di Civitella Roveto, in sella alla sua moto. Un’intera famiglia fu distrutta nel settembre del 2018 per la morte di Nicolina Palleschi e della figlia Martina Bucci, a seguito sempre di un incidente stradale avvenuto sulla superstrada. Mamma e figlia, 51 e 28 anni, stavano andando con una Fiat Panda da Capistrello ad Avezzano quando, poco dopo la galleria del Salviano, si sono scontrate con una Fiat Punto. Per loro non ci fu niente da fare. Mentre a marzo del 2017 persero la vita Franco Nardone di 44 anni, Antonio D’Alterio di 36 e Gianluca Domenicone di 21, tutti operai di San Giorgio a Liri che stavano facendo ritorno a casa dopo una giornata di lavoro. Ad aprile 2017 morì sulla superstrada del Liri Lucia Pierleoni, 30 anni di Celano, mentre stava andando in ufficio. Nel 2016 fu la volta di Giuseppe Giannino, 28 anni di Balsorano, e un barista di Avezzano, Americo Ranalletta, di 47.
Una lunga scia di sangue sui quasi 55 chilometri che portano da Avezzano a Cassino attraverso Sora. Una superstrada, quella del Liri, da molti ormai ribattezza “la strada della morte”. Ma, oltre ai morti, anche decine di feriti tra automobilisti e camionisti. Gli incidenti (anche quelli più lievi) sono all’ordine del giorno e tra le problematiche segnalate più volte ci sono i limiti di velocità, abbassati a 50 chilometri orari nel tratto abruzzese che attraversa i territori di Balsorano, Canistro, Capistrello, Civita d’Antino, Civitella Roveto, Morino e San Vincenzo Valle Roveto, e soprattutto gli autovelox che vengono attivati saltuariamente sull’arteria. In ballo c’è il progetto di raddoppio e messa in sicurezza della superstrada, presentato lo scorso anno dalla Regione Abruzzo. Secondo il cronoprogramma, i lavori dovrebbero avere inizio nel primo semestre del 2024 per concludersi nel 2031. Ma, ad oggi, non si hanno notizie sull’opera.
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