«La “torre” è pericolante ma nessuno interviene»

14 Settembre 2016

L'AQUILA. Da un lato di via San Gabriele dell'Addolorata svetta una torre che è una presenza scontata come il sole che sorge al mattino per chi ha sempre vissuto in questa parte di città, tra il...

L'AQUILA. Da un lato di via San Gabriele dell'Addolorata svetta una torre che è una presenza scontata come il sole che sorge al mattino per chi ha sempre vissuto in questa parte di città, tra il Torrione e via della Croce Rossa. Luca Graziani, titolare di un'attività commerciale poco distante, ad esempio, la ricorda da almeno 30 anni. Ma tutti sanno che da una quindicina di anni a questa parte la torre della vecchia fornace di via San Gabriele 5 è pericolante, lo era prima del sisma, ma nessuno ci badava, tutto sommato ha retto allo scossone del 6 aprile 2009. Fino a quando, il 22 giugno scorso, il settore Opere pubbliche e quello della protezione civile hanno fatto un sopralluogo sbarrando l'area per questioni di sicurezza pubblica: la canna fumaria va abbattuta a carico dei proprietari dello stabile. Via San Gabriele intanto è stata chiusa da un lato e dall'altro, delimitata da grandi blocchi di cemento messi lì con un muletto elettrico, perché il «pericolo crollo è reale» hanno spiegato i tecnici della protezione civile ai residenti sorpresi da una misura così drastica. Ci sarebbero voluti «solo 20 giorni» invece, la canna fumaria è ancora lì e, soprattutto, da giugno le decine di famiglie rientrate nelle palazzine di fronte alla fornace dopo sette anni di ricostruzione vivono come se fossero imprigionate. «Ci sentiamo in galera» dice Silvia, anziana inquilina «se qualcuno si sente male qui non possono arrivare nemmeno le ambulanze» aggiunge la pensionata. Nelle due palazzine nuove di zecca vivono diversi anziani e disabili, sono loro che vivono i maggiori disagi, come dice dal balcone anche l'ex vigile urbano Aldo Frascaria, che ha problemi a camminare e anche sua moglie è disabile. «Per fare la spesa è sempre un problema, e adesso che si sono riaperte le scuole lo sarà anche per riprendere le normali attività quotidiane» aggiunge Maria Grazia, anche lei pensionata. Poco al di fuori della strada chiusa c'è il negozio di Graziani: dopo oltre sei anni dal sisma è riuscito a rientrare nella sua sede di sempre ma anche lui è in gabbia (come una decina di altri commercianti) per la chiusura dell'altra strada (via Aldo Moro) a causa del crollo di un muro di contenimento a ridosso di un cantiere della ricostruzione. A tranquillizzare per l'uno e l'altro problema è l'assessore alle Opere pubbliche Maurizio Capri: il crollo di via Aldo Moro dovrebbe essere ripristinato entro ottobre a carico della ditta che opera nel cantiere in cui è avvenuto il cedimento, si attende lo sblocco delle autorizzazioni da parte del Genio civile. Per quanto riguarda la canna fumaria, la dirigente alla Ricostruzione pubblica Enrica De Paulis informa che «il proprietario dello stabile ha presentato il progetto di demolizione». Fatto sta che da giugno sono trascorsi quasi tre mesi e di fronte all'inerzia del privato sarebbe dovuto intervenire il Comune.