La trota mediterranea tornerà a nuotare

13 Marzo 2021

Progetto del Parco Maiella: si lavora per riportare la specie autoctona nelle acque dell’Appennino

SULMONA. La trota mediterranea si riprenderà i propri spazi nelle acque del Parco della Maiella. Pesci quasi scomparsi. Un gruppo di studiosi si è messo al lavoro per fare in modo che questa specie ittica potesse tornare nei corsi d’acqua dell’Appennino centrale. Tutto questo sarà possibile grazie al progetto “Life Streams - Salmo Cettii Recovery Actions in Mediterranean Streams”, che vede il parco abruzzese nel ruolo di Ente capofila.
L’obiettivo principale è il recupero e la conservazione della trota mediterranea (Salmo Cettii o Salmo macrostigma), specie inserita nella direttiva Habitat 92/43/Cee, ed endemica dell’area mediterranea. Specie diventata minoranza con il passare degli anni, a causa dei ripopolamenti effettuati esclusivamente con le trote allevate nel nord Europa. Studiosi, biologici e anche pescatori, grazie a un lavoro sinergico, riusciranno a dividere le trote mediterranee da quelle atlantiche e a fare in modo che le prime possano aumentare di numero nel giro di pochi anni.
Questa iniziativa è stata già sperimentata in altre zone d’Italia proprio perché la trota mediterranea è classificata come specie vulnerabile in Europa, ma purtroppo da tempo il suo stato di conservazione è considerato «cattivo e sfavorevole» in Italia. Il supporto scientifico, infatti, sarà garantito dall’Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale e dal Dipartimento di Chimica biologia e biotecnologie dell’Università degli studi di Perugia. Dopo un attento studio basato per lo più sui dati, si è iniziato a operare nei fiumi di gran parte d’Italia, per far sì che potesse essere ridato il giusto spazio alla trota mediterranea da sempre sinonimo di purezza dell'acqua. L’iniziativa, che nasce grazie a un progetto europeo, dai Sibillini è stata estesa anche alla dorsale appenninica. Sono stati coinvolti il Parco Montemarcello Magra delle Liguria, quello delle Foreste Casentinesi tra Emilia-Romagna e Toscana, il Parco dei Sibillini nelle Marche, il Parco della Maiella in Abruzzo, il Parco del Pollino tra Calabria e Basilicata, e l’agenzia forestale Forestas in Sardegna che gestisce aree demaniali regionali. Nell’impresa, però, non si punterà solo a selezionare le specie ma anche a consentire un deflusso minimo vitale. In pratica, attraverso campi elettromagnetici verranno stordite e raccolte le popolazioni alloctone per trasferirle in altri laghetti e poi verranno ripopolati i corsi d’acqua con le trote mediterranee. Per quanto riguarda invece le captazioni idriche, che servono ad alimentare l’energia elettrica o per irrigare i campi, si farà in modo che le briglie possano permettere alle trote di salire alle sorgenti per poi riprodursi. Verrà inoltre coinvolto nell’iniziativa un gruppo di pescatori volontari al quale verrà data l’opportunità di pescare le trote atlantiche lasciando di fatto nelle acque del Parco della Maiella solo quelle mediterranee. (e.b.)
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