La Verdeaqua denuncia il Comune

Giordani (presidente della coop) vuole chiedere i danni per la forzata interruzione dell’attività della piscina di Santa Barbara
L’AQUILA. La cooperativa Verdeaqua fa causa al Comune. Mentre l’impianto di Santa Barbara (chiuso dopo uno sversamento di cloro avvenuto nei giorni scorsi) è ancora in attesa della riapertura, la società che ha gestito per anni la struttura sportiva è pronta a passare al contrattacco dopo la sentenza del Consiglio di Stato «che ci ha visto costretti a cessare la nostra attività e a offrire al Comune l’immediata riconsegna delle chiavi».
GIUDIZIO CIVILE. Oltre alla questione della restituzione dell’importo speso per gli interventi di ammodernamento dell’impianto (che la coop quantifica in 4,4 miliardi di lire), la presidente Alessandrina Giordani ha scritto al Comune lo scorso 19 ottobre che «formerà oggetto del giudizio che la scrivente intende, a breve, proporre dinanzi al giudice competente, il risarcimento dei danni determinati dall’inadempimento del Comune, tra i quali andrà considerato, in particolare, anche quello conseguente alla forzata interruzione dell’attività (programmata sul lungo periodo, in funzione della consapevolezza della continuità della gestione sino al 2017) e della conseguente improcrastinabile cessazione dei rapporti instaurati con i dipendenti e i collaboratori della cooperativa Verdeaqua Smile».
RISARCIMENTI. Un altro fronte giudiziario potrebbe aprirsi anche nei confronti di amministratori comunali che, a vario titolo, hanno affrontato il tema piscina. «Restano, altresì, in disparte le ulteriori istanze risarcitorie che, a titolo extracontrattuale, la coop dovrà avanzare nei confronti di chi, rivestendo cariche istituzionali, non ha perso occasione, negli ultimi 12 mesi, di rilasciare alla stampa dichiarazioni non veritiere circa comportamenti inadempienti e morosità della cooperativa, in realtà mai verificatisi».
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