Ladri identificati da un gelato e dai residenti collaborativi

8 Luglio 2015

SULMONA. È stato grazie a un tipo di gelato alla piena collaborazione dei residenti e che con le loro precise testimonianze hanno consentito alla polizia di riuscire a smascherarli e a denunciarli....

SULMONA. È stato grazie a un tipo di gelato alla piena collaborazione dei residenti e che con le loro precise testimonianze hanno consentito alla polizia di riuscire a smascherarli e a denunciarli. Secondo la squadra anticrimine del commissariato hanno un nome e un cognome i ladri che lo scorso 23 maggio hanno svaligiato il bar della frazione di Bagnaturo. Si tratta di due sulmonesi, S.D.N. di 43 anni e D.F. di 38 anni, che dovranno rispondere di concorso in furto aggravato. Decisiva l’ampia collaborazione degli abitanti del borgo diviso a metà tra i Comuni di Pratola Peligna e Sulmona, che ha consentito di poter ricostruire il fatto partendo dalle vicende antecedenti il furto. Utilizzate anche le immagini della corsa ciclistica che si era svolta settimane prima, in cui comparirebbero i due denunciati in atteggiamenti sospetti. E poi una volta accertata che c’era ampia disponibilità da parte dei residenti, la polizia, guidata dall’ispettore Daniele L’Erario, ha utilizzato i vecchi metodi investigativi, bussando casa per casa, per raccogliere il maggior numero di informazioni. È da queste audizioni è emerso anche il racconto di testimone che avrebbe sorpreso i due mentre discutevano, convinti di non essere ascoltati da nessuno, del piano che volevano attuare per svaligiare il locale. Un altro testimone ha poi garantito di aver visto un’auto, la stessa in uso a uno dei due, aggirarsi nei paraggi del bar nella stessa notte del colpo. Il particolare forse più evidente per inchiodare i due ladri, è che la polizia è riuscita a ricollegare le abitudini di uno dei denunciati con il bottino portato via: dal frigorifero sono state portate via tutte le confezioni di un unico gelato della stessa tipologia che uno dei ladri era solito acquistare per la sua famiglia.

Claudio Lattanzio

©RIPRODUZIONE RISERVATA