Lapide a Ramelli, una scelta che divide

29 Agosto 2024

Sulla vicenda l’appello del consigliere regionale Luciano D’Amico e la replica del sindaco Biondi

L’AQUILA . Prosegue all’Aquila, tra alzate di scudi e polemiche, il dibattito sull’opportunità di porre a Pettino una lapide in memoria di Sergio Ramelli, studente del Fronte della Gioventù ucciso a colpi di chiave inglese nel 1975 a Milano da militanti di Avanguardia operaia. La decisione era stata approvata dal consiglio comunale nel giugno 2023, su proposta di Claudia Pagliariccio, già candidata sindaca di Casapound nel 2017 e oggi consigliera di Fratelli d’Italia. «La storia di Ramelli è un pugno nell’occhio a tutta la retorica antifascista che ogni giorno, nelle scuole, università, sui media e sul posto di lavoro, ci viene propinata come universale oltre che assolutamente buona e giusta»: così aveva accolto la decisione Pagliariccio.
Compatte le opposizioni nell’insorgere, sottolineando la bocciatura da parte della maggioranza della controproposta di installare, invece, una targa commemorativa per ricordare tutte le vittime di quel terribile periodo storico. «La tragica vicenda di Ramelli sta dentro un fenomeno storico complesso, controverso, caratterizzato da eccessi di violenza, sia da una parte che dall’altra; una storia che andrebbe approfondita, spiegata», commenta il Pd. «Decontestualizzare il singolo episodio per farne occasione di rivalsa è un’operazione inaccettabile». Mentre Rifondazione comunista ricorda come l’amministrazione non ha tenuto «a ricordare altre vittime di quel tormentato periodo come Saverio Saltarelli, questi sì giovane studente delle nostre parti, ucciso a 23 anni, «mentre lottava contro il fascismo per la democrazia e il socialismo». Sulla vicenda è voluto intervenire anche Luciano D’Amico, candidato presidente per il centrosinistra alle scorse elezioni regionali, con una lunga lettera aperta al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. In basso, l’intervento del consigliere regionale e la replica di Biondi. (u.c.)