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L’Aquila. Condannati i pusher che prendevano a sassate gli acquirenti

20 Marzo 2026

In due dovranno scontare 14 anni complessivi per aver sottratto 20 euro a chi ha avuto da ridire sul costo della droga

L’AQUILA

Avevano messo in piedi un giro di spaccio di cocaina, hashish e marijuana tra Monteluco di Roio e Bagno, così da sfruttare le zone boschive e non dare troppo nell’occhio.

Senza sapere, però, che i carabinieri stavano tenendo d’occhio già da tempo quell’insolito viavai di auto, annotando le targhe delle vetture che si accostavano solo per pochi istanti, salvo poi allontanarsi una volta concluso lo scambio.

Fino all’arresto in flagranza avvenuto a Tempera, con tanto di resistenza a pubblico ufficiale. «Se trovo una pistola vi faccio vedere io! Vi ammazzo!», si erano sentiti dire i militari dopo aver ammanettato due degli imputati, poi portati negli uffici della stazione di Barisciano.

I fatti sono tutti avvenuti tra il dicembre del 2023 e il mese di marzo del 2024.

Ieri, invece, Redouane Jarmouni, di 27 anni, e Mohammed Fadil, di 29 – entrambi di nazionalità marocchina – sono stati condannati dal giudice per le udienze preliminari Jolanda Di Rosa – con rito abbreviato – rispettivamente alle pene di 6 e 8 anni, oltre al pagamento di 1.032 euro e 2 mila euro di ammenda complessivi.

I due, rappresentati dall’avvocato di fiducia Enrico Roccasalvo del Foro di Pisa – ieri sostituito d’ufficio dall’avvocato Donatella Tiberio del Foro dell’Aquila – sono stati condannati per il reato di rapina perpretato ai danni di un acquirente, prima incontrato per concludere l’ennesimo affare e poi preso a sassate una volta una volta che quest’ultimo aveva avuto da ridire sul prezzo della sostanza, al punto da minacciare di far saltare l’affare.

Con i due entrati così in possesso della somma di 20 euro, e con l’avventore riuscito infine a cavarsela con una prognosi di soli sette giorni a fronte di qualche contusione a una mano, al gomito e al polso.

Riqualificati invece i reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, in relazione alla gran parte dei quali per i due è arrivata invece l’assoluzione.

Tra 90 giorni si conosceranno le motivazioni della sentenza.

Per gli altri cinque imputati si procederà invece separatamente.

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