L’Aquila, consigliere in aula con i rifiuti: esposto al prefetto sulla raccolta

La clamorosa protesta di Palumbo (Pd): «Chiedo scusa per il mancato rispetto, ma basta disservizi». Polemiche sulle parole della Del Beato: «Sedute troppo lunghe». La maggioranza si schiera a difesa
L’AQUILA. Un consiglio comunale dove, a far parlare, è stato soprattutto il gesto del consigliere del Pd Stefano Palumbo che ha portato in aula alcune buste dell’immondizia, per rappresentare le criticità che vive il servizio di raccolta rifiuti di Asm, con i cittadini esasperati. Il consigliere ha presentato pure un esposto al prefetto Vito Cusumano. Palumbo si è scusato per le modalità, nessuna mancanza di rispetto verso le istituzioni, ma la protesta è stata una sottolineatura rispetto ai disservizi e alla carenza di personale. Animi accesi, poi, sulle dichiarazioni della consigliera di Fratelli d’Italia Tiziana Del Beato che, durante una conferenza dei capigruppo, aveva lamentato l’eccessiva durata dei consigli. «In aula» attacca il centrosinistra, «le affermazioni sono state ritenute inopportune dalla maggioranza, al di là di una solidarietà di facciata. Diversi consiglieri di maggioranza hanno ricondotto la prolungata durata dei consigli a presunte criticità organizzative attribuite alla gestione del presidente Roberto Santangelo. Prese di posizione registrate pubblicamente ai microfoni, dichiarazioni che configurano una censura politica della sua funzione di garanzia e di direzione dei lavori assembleari, fino a sfiorare i contenuti di una sfiducia politica». I capigruppo di maggioranza sono duri nella replica. «Ribadiamo che non vi è stato, né vi è, alcun caso politico nei confronti del presidente. Il suo prezioso lavoro non è mai stato oggetto di discussione da parte dei gruppi di maggioranza. Il nostro obiettivo resta uno solo: garantire stabilità amministrativa, rispetto delle regole e centralità del consiglio comunale nell’interesse esclusivo della città dell’Aquila. Rimaniamo basiti di fronte a simili guerre costruite ad arte».
Sulla situazione di Casetta Fantasia e sulle differenze retributive del personale pedagogico attaccano i consiglieri Lorenzo Rotellini e Paolo Romano. «Da anni» spiegano «le maestre attendono un inquadramento giusto e dignitoso all’interno del contratto di servizio tra Comune e azienda. Sarebbe bastato autorizzare Afm all’utilizzo degli utili aziendali e avviare una contrattazione con i sindacati. Atto bocciato. Si voleva liquidare in fretta l’argomento spinoso, e la presidenza non si è ricordata neanche dei due emendamenti migliorativi che avevamo presentato, costringendo alcuni consiglieri a tornare di fretta in aula per fare fronte comune». I due ricordano che il sindaco aveva annunciato un premio per le lavoratrici a tempo indeterminato, mai erogato. «Ancora più grave» concludono «è che non sia stata neppure convocata la Terza Commissione. Spiace che la Tursini si sia agitata in aula nel tentativo di smarcarsi dalle sue responsabilità se poi non ha avuto neanche la correttezza di ascoltare tutti gli interventi dei consiglieri». La replica non si è fatta attendere. «La nostra posizione è scritta» risponde l’assessore Manuela Tursini «negli atti strategici dell’ente. L’assessorato ha attivato una comunicazione puntuale con Afm, condividendo l’indirizzo politico e accompagnando il percorso verso l’adeguamento delle differenze retributive. L’amministrazione definisce gli obiettivi e la cornice programmatica, la contrattazione decentrata è della società. L’obiettivo resta quello di superare le disparità esistenti». In consiglio, inoltre, è stata concordata un’azione che parta dal capoluogo contro la privatizzazione del 20% delle tratte dell’azienda Tua. Il punto è stato rinviato per permettere, su proposta del consigliere Romano, di ascoltare prima tutti gli attori in commissione.
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