Pescina

Verrocchia, nuovo sfogo social: «Solo una scusa per farmi fuori»

23 Febbraio 2026

L’ex assessore che suggeriva di aprire il fuoco sui manifestanti rompe il silenzio dopo 4 giorni: «Ma davvero credevate alla storia della mitragliatrice? A forza di parlarne ci stavano cascando tutti»

PESCINA. Verrocchia rompe il silenzio e affida a Facebook la sua “verità”. Con un post social che ha collezionato like di rilievo – come quello dell’assessore regionale Mario Quaglieri e del consigliere provinciale Andrea Longo – l’ex assessore comunale di Pescina, Guido Verrocchia, ha illustrato la sua posizione in merito alla revoca delle deleghe alla Sicurezza, al Patrimonio e alla frazione di Venere siglata dal primo cittadino, Mirko Zauri, a seguito del contestato post Facebook: «No tav, no ponte, no nucleare, pro pal, centri asociali, pro tutto e tutti fuorché Italia ed italiani, addirittura adesso anche cortei antagonisti disordinati anti-olimpiadi. Belle figure agli occhi del mondo. Unica soluzione, giunti a questo punto, sostituire gli idranti dei mezzi antisommossa con mitragliatrici a nastro». Dopo l’atto, che risale al quattro giorni fa, nessun componente dell’amministrazione ha più parlato.

A fornire la propria versione dei fatti ci ha pensato proprio l’ex assessore, e attuale consigliere comunale, Verrocchia, che, contrariamente a quanto chiesto da Zauri dopo il vertice di maggioranza del 14 febbraio, non ha cancellato il post al centro della querelle, né ha formulato delle scuse. «Allora, siccome adesso basta, lo hanno chiamato “Venuto meno il rapporto fiduciario per i post su Facebook” perché “In 5 anni 10 su 12 tra assessori e consiglieri si sono stufati di certi modi e hanno deciso quindi di non portare più acqua a certi mulini” pareva brutto, era poco politically correct, e allora quale migliore occasione di una mitragliatrice?», ha scritto l’amministratore di Pescina.

«Ma veramente ancora stavate credendo a una mitragliatrice? Ancora un po’, e se se ne fosse continuato a parlare, quasi quasi, avrebbero iniziato a crederci anche loro. Tranquilli veneresi, tranquilli anche a tutti i pescinesi che in cinque anni e mezzo mi hanno onorato di acquisire la loro stima e fiducia, non sarà un mese di mancata rappresentanza a stravolgere il tutto. L’ultimo bilancio di questa amministrazione è stato approvato a fine 2025, per cui i frutti che arriveranno in questi due mesi sono già stati seminati». Verrocchia, quindi, lascia intendere che la revoca delle deleghe non è stata legata al suo post Facebook.

Sarebbe stato usato questo come pretesto per camuffare qualcosa che in realtà era già nell’aria da tempo. «Quelli che hanno preso uno stupido post e gettato in pasto ai leoni nazionali, sono gli stessi che poi hanno reclamato l’oscuramento dell’immagine cittadina al cospetto della nazione. State tranquilli, resta dentro a vigilare, qualcuno a me molto vicino e quindi, di riflesso, anche a Venere. Per tutto il resto, ci vediamo a maggio». La “resa dei conti”, quindi, ci sarà il 24 e 25 di quel mese, quando Pescina sarà chiamata al rinnovo del consiglio comunale. Nelle prossime settimane di deciderà per la formazione delle liste, che risentiranno sicuramente dell’accaduto.

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