L’Aquila. Le chat delle madri che ordinano cocaina: «Viene mio marito, sto con i figli»

WhatsApp, account business e piattaforme con messaggi a scomparsa: così si gestivano i “clienti”.
L’AQUILA
«Si zioooooo, sono stata sotto malattia». «Puoi venire a Bazzano?». «Posta». «Tra 15 minuti». «Però viene mio marito». «Io sto con i figli». Sono alcune delle chat finite nelle carte dall’operazione “Coca Delivery”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, che ha portato all’esecuzione di 25 misure cautelari in carcere e 11 divieti di dimora nei confronti di 40 indagati. E mentre proseguono gli interrogatori di garanzia, decine di conversazioni restituiscono agli investigatori l'immagine di uno spaccio che si intreccia con la vita quotidiana, nascosto dietro appuntamenti apparentemente banali, messaggi lampo e chat destinate a scomparire. Ma c’è di più. Oltre a WhatsApp c’è un altro filone. Quello dei social. Piattaforme dedicate utilizzate per promuovere la vendita della droga, attraverso linguaggi in codice, foto di denaro contante e sistemi di autoeliminazione delle conversazioni. Nelle migliaia di pagine degli atti emerge il quadro di un'organizzazione che avrebbe trasformato lo smartphone nel principale strumento per gestire ordini, consegne e approvvigionamenti.
SPACCIO DIGITALE
Gli investigatori descrivono un sistema sempre più evoluto, capace di sfruttare le potenzialità delle piattaforme digitali per rendere rapidi e discreti i contatti tra fornitori, corrieri e clienti. Tra gli elementi ritenuti più significativi compare l'analisi di account WhatsApp Business riconducibili, secondo l'accusa, a utenze già monitorate nell'ambito delle indagini dei vertici delle tre organizzazioni. Le verifiche si sono concentrate anche sulla piattaforma social “Potato”, dove sarebbero comparsi messaggi promozionali e offerte lampo legate alla vendita di sostanze stupefacenti denominate “The Continental” fenomeno che gli investigatori indicano come in crescita dopo la diffusione dei canali Telegram. Molte conversazioni non sono state recuperate perché impostate con sistemi di cancellazione automatica. Nonostante questo, i carabinieri sono riusciti ad acquisire dati, orari e parte dei contenuti, ricostruendo presunti accordi per forniture e consegne indicate con termini come "meetup" e "delivery". Nelle carte assume particolare rilievo anche l'account denominato "Lupo Roma", indicato come interlocutore utilizzato per l'approvvigionamento della droga. In alcune chat sequestrate compaiono inoltre fotografie di ingenti somme di denaro contante e immagini di documenti d'identità inviate durante le trattative con i fornitori.
IN CODICE
Accanto all'aspetto tecnologico emerge però quello più umano e, per certi versi, più inquietante. Nelle centinaia di conversazioni finite agli atti compaiono una parrucchiera madre di due bambini, un pizzaiolo, un fornaio e numerosi altri clienti. I dialoghi sono brevissimi, quasi telegrafici. «Si zioooooo, sono stata sotto malattia», scrive una donna al contatto salvato come "Fulmine". Poco dopo arrivano le indicazioni per l'incontro: «Puoi venire a Bazzano?». «Posta». «Alle 18.30 va bene». «Ok». «Dieci minuti». In altre conversazioni l'attenzione si concentra sul riconoscimento delle auto. «Ha una Jeep verde». «Mitsubishi». «Lui ha la mia macchina bianca». «Non ti puoi sbagliare». Per gli investigatori sono dettagli che documenterebbero un sistema di incontri rapidi e organizzati, spesso fissati nelle ore serali e conclusi nel giro di pochi minuti. Tra le righe delle chat affiorano anche problemi di salute, impegni familiari e figli da accudire. Frammenti di quotidianità che si mescolano agli appuntamenti e che rendono ancora più particolare il quadro ricostruito dagli inquirenti. Proprio questa apparente normalità rappresenta uno degli elementi più evidenti delle carte: nessun riferimento esplicito alla droga, nessuna trattativa diretta, ma una sequenza di messaggi essenziali che, secondo l'accusa, costituirebbero la trama quotidiana di un'attività di spaccio radicata sul territorio e organizzata come un vero servizio di consegne a domicilio.
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