L’Aquila. Nuove droghe, cresce l’allarme. «Il “Magic” deforma la realtà»

La psichiatra Daniela Spaziani: «I catinoni sintetici possono provocare psicosi, deliri e allucinazioni». Tra i giovani dilaga l’abuso di crack e sostanze psicoattive. «Così chi soccorre può diventare un nemico»
L’AQUILA
«In quello stato non vede più un medico o un infermiere che lo stanno soccorrendo. Vede qualcuno che vuole fargli del male. La paranoia prende il sopravvento e la realtà si deforma completamente». Daniela Spaziani, dirigente medico psichiatra e responsabile del Ser.D., descrive così gli effetti che possono provocare i catinoni sintetici, la famiglia di nuove droghe psicoattive a cui appartiene il “Magic” (o “Mdpv”), la sostanza che, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe assunto il trentunenne romano prima di aggredire la dottoressa e l'infermiera del 118 intervenute per soccorrerlo dopo il festino in una casa di Fossa qualche sera fa. «Si tratta di sostanze estremamente pericolose», spiega la psichiatra. «Possono provocare psicosi acute, deliri persecutori, allucinazioni, stati di forte agitazione e gravi attacchi di panico. Chi le assume può convincersi di essere vittima di un’aggressione e reagire di conseguenza. Anche un gesto di cura o di contenimento, necessario per impedire che faccia del male a sé stesso o agli altri, può essere interpretato come una minaccia». Il “Magic” è un potente catinone sintetico, una droga di laboratorio appartenente alle nuove sostanze psicoattive (Nps), create per imitare gli effetti di cocaina, anfetamine ed ecstasy ma con conseguenze spesso molto più imprevedibili. Provoca euforia, aumento dell'energia, disinibizione ed eccitazione, ma può rapidamente trasformarsi in un incubo fatto di paranoia, allucinazioni, deliri e perdita del contatto con la realtà. «Quando la psicosi si manifesta» continua l’esperta «la persona non è più in grado di interpretare correttamente ciò che le accade intorno. Può non riconoscere il pericolo reale e compiere gesti gravissimi perché vede il mondo in modo completamente diverso da quello che è. È questo l'aspetto più insidioso di queste sostanze».
IL MESSAGGIO
Tra gli effetti compatibili con questo quadro clinico c'è anche il messaggio inviato dal giovane ai genitori, “Mamma, papà, morirò qui”, poco prima dell'intervento dei soccorsi.
«Non necessariamente è il segnale di un'intenzione suicidaria» precisa la psichiatra «è più probabile che sia l'espressione di un violentissimo attacco di panico. Chi lo vive ha davvero la sensazione di stare per morire. L'angoscia è così intensa da sembrare insostenibile». Ma proprio l'alterazione della percezione può esporre chi assume queste droghe a rischi enormi. «In uno stato psicotico» aggiunge «si possono compiere azioni inconsapevolmente letali semplicemente perché non si distingue più la realtà dall'allucinazione». Il “Magic” si distingue da altre sostanze anche per i suoi effetti afrodisiaci per cui spesso è usata nel contesto del chemsex (aumento della libido ed eccitazione).
IL QUADRO
Il caso di Fossa riporta l'attenzione su una realtà che il Ser.D. dell'Aquila osserva con crescente preoccupazione. Dalla relazione 2025 emerge un aumento del consumo di cocaina e crack tra i giovani, un uso sempre più diffuso di benzodiazepine e la facile reperibilità di nuove sostanze psicoattive, cannabinoidi sintetici, ketamina, Dmt e perfino oppioidi come fentanyl e ossicodone. Sempre più frequente è il poliabuso, cioè il consumo contemporaneo di più sostanze, quasi sempre accompagnato dall'alcol e spesso vissuto come un comportamento normale. «Il messaggio che deve arrivare ai ragazzi è chiaro», conclude Spaziani. «Le nuove droghe sono molto più pericolose di quanto si creda. Bastano poche assunzioni per perdere completamente il controllo. E chi si accorge di avere un problema deve rivolgersi ai servizi specialistici: chiedere aiuto può evitare conseguenze drammatiche».
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