Laurea in memoria di Morena, ragazza morta ad Amatrice

18 Dicembre 2016

La rettrice Inverardi l’ha consegnata alla sorella e al marito Sempre ieri ha concluso gli studi suo cugino Leonardo

L’AQUILA. Avrebbero dovuto laurearsi insieme. Lei Morena Ciancaglioni, lui Leonardo Ciancaglioni, cugini di Amatrice. Tutti e due all’Università dell’Aquila, facoltà di Ingegneria, corso di Architettura. Leonardo ieri mattina era nell’aula magna a Roio, a discutere la sua tesi sul recupero e consolidamento sismico di palazzo Marini ad Accumoli. Morena invece no. Morena, quella ragazza bionda che amava i cani, insieme ai suoi genitori è una delle vittime del sisma di Amatrice del 24 agosto scorso. E ieri mattina la facoltà di ingegneria dell’università dell’Aquila ha voluto dedicare una pergamena speciale alla memoria della studentessa 28enne morta sotto le macerie del terremoto in corso Umberto I. Una cerimonia semplice e commovente, il diploma di laurea alla memoria consegnato alla sorella Martina e al marito di Morena, Ivan Centofanti. Grande commozione nelle parole della rettrice Paola Inverardi, che ha ricordato l’impegno dell’Università e di tutti i suoi studenti per tornare a una vita normale, e di quanto sia dura da superare la perdita di studenti come Morena. Poco prima della commemorazione, il cugino Leonardo aveva discusso la sua tesi sul palazzo di Accumoli, relatore l’ingegner Gianfranco Ruggieri, correlatrice ingegner Antonella Salvatori. «Avevo stilato un progetto per la sua riparazione dopo il sisma del 24 agosto, portando la sicurezza sismica al 66%, un buon risultato», racconta Leo, «ma poi è arrivata la scossa del 30 ottobre e quel palazzo è crollato completamente». «Morena era di un anno più grande di me, e io seguivo le sue orme. Ero all’Aquila quando c’è stato il terremoto del 2009, ho vissuto i momenti successivi, la sede nella ex Optimes, il ritorno a Roio. Ho cambiato tante case, in questi anni». Centocinque il voto finale per il neo ingegnere Leonardo, seguito nella sua brillante discussione di tesi dal padre e dalla madre, gli zii di Morena, che insieme al marito Ivan hanno distribuito a tutti gli amici un papillon rosso. Proprio il neo-ingegnere nel corso della discussione ha puntato l’attenzione sugli imminenti processi di ricostruzione che verranno realizzati ad Amatrice e sull’assoluta necessità di rispettare le leggi e i criteri di sostenibilità sismica, per evitare che i terremoti continuino a provocare la perdita di vite umane. Nel corso della discussione Leonardo ha infatti accennato alle grandi accelerazioni al suolo provocate dalla scossa che ha distrutto Amatrice, e sulla necessità di progettare in funzione di questi parametri. «Oggi è capitato a noi, domani capiterà ad altri. La prevenzione sismica nel costruire è la nostra unica possibilità». (r.p.)

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