Lavoratori delle coop senza stipendi: Comune nel mirino

Antonetti (Filcams-Cgil): «L’ente trovi una soluzione» I funzionari replicano: «Ritardi per errori nei documenti»
SULMONA. «Sono arrivata al punto di non avere più nulla da mettere sulla tavola». È nelle parole strozzate dal pianto di una delle storiche lavoratrici che si occupa della pulizia e della gestione degli spazi comunali che viene fuori il risvolto concreto dei verbali di mancato accordo in prefettura, dei ritardi nel pagamento delle fatture e di conseguenza degli stipendi.
Gli undici lavoratori della Coop 2001 – che gestisce le pulizie e la custodia dei bagni pubblici di viale Roosevelt – per conto del Comune restano in attesa degli stipendi di agosto e settembre, oltre che di una parte della 14ª. I vertici della cooperativa imputano al Comune il mancato pagamento degli stipendi per la mancata corresponsione delle fatture, mentre da Palazzo San Francesco i funzionari replicano che i ritardi sono legati a erronea documentazione presentata dalla ditta esterna. Un braccio di ferro, ormai annoso, che vede nel mezzo i lavoratori con tutti i loro problemi quotidiani.
Per questo, Luigi Antonetti, segretario della Filcams-Cgil, ha enunciato le difficoltà che gli operatori stanno vivendo in questo momento. «Stiamo parlando di persone che non hanno cosa mettere in tavola», fa notare. «Forse al Comune non si rendono conto di ciò e continuano ad accumulare ritardi nei pagamenti delle fatture alla coop, che di conseguenza non può pagare i dipendenti. Per questo chiedo formalmente che il Comune si sostituisca in solido nel pagamento degli stipendi, o comunque aiuti concretamente queste persone anche con buoni spesa o altro, perché la situazione è drammatica».
Visto il verbale di mancato accordo redatto nell’ultimo incontro in prefettura, Antonetti chiede ai consiglieri comunali di occuparsi della questione in una seduta straordinaria.
Nel frattempo, i lavoratori continuano a sopravvivere dopo l’appalto dimezzato nei mesi scorsi, che ha comportato il dimezzamento degli stipendi già bassi e delle ore lavorative e dei servizi prestati alla pulizia dei locali comunali o alla loro custodia, come per i bagni pubblici di viale Roosevelt che restano aperti per due ore e mezza solo la mattina presto, fino alle 9,30 e solo dal lunedì al venerdì. Gli stipendi dei lavoratori, intanto, sono passati da 400 a meno di 200 euro di media al mese, per un appalto che è stato rinnovato in extremis nel luglio fino alla fine di ottobre, per la precisione fino al 30 e non al 31. «Dovranno spiegarci anche questo», conclude Antonetti. «Qui si deve capire che si sta parlando di persone che non hanno altre fonti di sostentamento, ma sono lavoratori di cooperative sociali, spesso con situazioni difficili alle spalle».
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