Lavoratori Hi Tech in cassa integrazione

L’AQUILA. Non solo devono scontare la cassa integrazione, ma sono anche stati costretti a riunirsi in assemblea all’esterno dello stabilimento. Calano le commesse alla Hi-Tech e per gli 80 addetti si...
L’AQUILA. Non solo devono scontare la cassa integrazione, ma sono anche stati costretti a riunirsi in assemblea all’esterno dello stabilimento. Calano le commesse alla Hi-Tech e per gli 80 addetti si dovrà ricorrere all’ammortizzatore sociale. L’azienda opera nel settore spaziale, con sede nel Nucleo industriale di Pile. A denunciare l’accaduto è la Fiom: «Hi-Tech», scrive il sindacato, «rappresenta una realtà tecnologicamente avanzata e di grande importanza per il nostro territorio, con circa 80 addetti. Nei giorni scorsi l'azienda ha comunicato la necessità di attivare la cassa integrazione ordinaria a causa di un importante calo di commesse e di non essere nelle condizioni di poter anticipare gli importi ai dipendenti. La Fiom Cgil ha quindi richiesto di poter tenere un'assemblea all'interno della Hi-Tech «per discutere della delicata questione con i lavoratori, preoccupati per la tenuta dei loro redditi, per il loro futuro e quello delle proprie famiglie. Dopo avere faticosamente fissato l’assemblea per il 9 aprile e avere purtroppo verificato che non era stata data la giusta evidenza ai lavoratori dell'appuntamento assembleare, la Fiom e i dipendenti si sono visti costretti a svolgere l’assemblea fuori dai cancelli, perché l’azienda non aveva predisposto i locali interni, come previsto dalle leggi e dal contratto nazionale». Secondo la Fiom, «questo comportamento dell'azienda ha compromesso un sereno svolgimento dell'assemblea, mettendo in difficoltà la possibilità di aggregazione e discussione tra i lavoratori. Tale condotta aziendale è stata innanzitutto irriguardosa nei confronti dei lavoratori», conclude il sindacato, «ma anche in contrasto con quanto sancito dallo statuto dei lavoratori». (r.s.)
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