Lavoratori interinali Asl, dubbi sul futuro

8 Marzo 2020

Sacchetta (Uiltemp): «Non si conosce il destino dei 350 addetti a fronte delle assunzioni previste»

L’AQUILA. Un incontro urgente, per conoscere il futuro dei 350 lavoratori in somministrazione (interinali) dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. La richiesta, rivolta all’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e al manager Roberto Testa, arriva dal segretario Uiltemp Abruzzo Maurizio Sacchetta. Dopo l’annuncio dei prossimi bandi per assumere 107 infermieri, 53 amministrativi e 82 operatori socio sanitari, Sacchetta chiede attenzione sui dipendenti somministrati che già lavorano nell’azienda sanitaria: «Ricordiamo», spiega Sacchetta, «che ora sono occupati in somministrazione 200 infermieri, 100 operatori socio sanitari e 50 amministrativi. Tutti sono occupati, alcuni da più di un decennio, non per sostituire personale assente o per emergenze, ma sono stati utilizzati per sopperire le carenze strutturali, createsi nel corso degli anni dal blocco del turn over». Il sindacalista sottolinea che l’agenzia per il lavoro Orienta si è aggiudicata, per 4 anni, l’appalto di fornitura di personale sanitario e amministrativo e pone una serie di domande. La prima riguarda l’urgenza del bando per le nuove assunzioni: «È stata necessaria», chiede Sacchetta, «per aumentare il personale sanitario per fronteggiare l’epidemia che sta interessando la nostra nazione? Oppure vi è l’urgenza di sostituire quello attualmente occupato a tempo determinato». Secondo Sacchetta, in Abruzzo mancherebbero 2000 infermieri: «Perché non si è indetto il concorso per coprire definitivamente i fabbisogni? Così da dare maggiori chance anche ai lavoratori del territorio in somministrazione, che in questi anni hanno garantito e mantenuto in piedi un servizio essenziale come quello sanitario». La terza domanda: «Il punteggio riconosciuto per anzianità di servizio è riservato a quelli che hanno prestato servizio nell'Asl 1, o tale riconoscimento è esteso a tutti i servizi svolti dai lavoratori di tutto il territorio nazionale ed estero sia nel pubblico che nel privato». Infine, Sacchetta vuole sapere se «il 50 per cento della riserva dei posti messa in bando vale per i tempi determinati che hanno svolto servizio e anche per i somministrati e perché invece di attivare avvisi pubblici per contratti a tempo determinato in attesa dell’espletamento del concorso e delle successive assunzioni a tempo indeterminato, non si garantisce la continuità occupazionale ai 350 lavoratori ora occupati».
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