Lavori a Palazzo Ducale: sì dalla Soprintendenza

24 Agosto 2023

L’AQUILA. Via libera dalla conferenza di servizi (Comune, Soprintendenza, Asl, Gran Sasso Acqua, 2i ReteGas, Tim, vigili del fuoco) ai lavori di restauro e successivo riuso dello storico Palazzo...

L’AQUILA. Via libera dalla conferenza di servizi (Comune, Soprintendenza, Asl, Gran Sasso Acqua, 2i ReteGas, Tim, vigili del fuoco) ai lavori di restauro e successivo riuso dello storico Palazzo Ducale di Paganica. La conferenza di servizi serve ai vari enti coinvolti a rilasciare tutti i pareri necessari all’apertura del cantiere. Il Palazzo Ducale in futuro dovrebbe diventare sede di due musei: uno sulle tecniche storiche di architettura e uno archeologico. Ospiterà anche uffici pubblici (nella parte agibile già c’è la delegazione municipale di Paganica). I lavori saranno divisi in due lotti: il primo prevede la riparazione e il miglioramento sismico con predisposizioni impiantistiche e messa in sicurezza dei beni storico-artistici. Il secondo il completamento di impianti, finiture e opere di restauro dei beni storico-artistici.
La Soprintendenza, nell’esprimere parere positivo, scrive che occorre attenersi alle linee guida del ministero Beni culturali sia per l’allestimento del museo che per il superamento delle barriere architettoniche. «La redazione dei pannelli e delle didascalie dovrà garantire una facilità di visione e comprensione per le più ampie categorie di utenti», sottolinea la Soprintendenza, «le vetrine dovranno essere individuate con caratteristiche antisismiche e dovrà essere garantita facilità di accesso sia per le operazioni di allestimento museale che per quelle di manutenzione preferendo un sistema di apertura frontale e non dall’alto; dovranno essere verificate attentamente tutte le misure di sicurezza in essere, attive e passive. Prima dell’inizio dei lavori, i beni archeologici, integri o frammentari, attualmente conservati in uno degli ambienti di Palazzo Ducale e appartenenti alla Collezione Angelo Semeraro, dovranno essere inventariati e messi in sicurezza. Occorrerà prevedere specifiche operazioni di restauro sui reperti archeologici individuati per l’esposizione; ogni reperto esposto dovrà avere una sua scheda descrittiva, provvista di documentazione fotografica, disegno archeologico e inventario con individuazione della stima economica». Ci sono poi altre indicazioni per la ristrutturazione fra cui la necessità di concordare «in corso d’opera tipologia, colori e finiture di serramenti, velature, ferri, mediante provini da sottoporre a questa Soprintendenza; sulle coperture non vengano poggiati apparati tecnologici o pannelli solari e fotovoltaici; si preveda un’ampia campagna di saggi stratigrafici volta ad accertarsi della presenza di eventuali apparati decorativi non noti al di sotto degli scialbi e degli intonaci moderni; in corrispondenza dei prospetti esterni dovrà essere verificato lo stato di conservazione delle finte finestre dipinte presenti sulla facciata sud-ovest e sui prospetti interni del cortile nonché dell’intonaco su cui è presente l’incisione con la data 1772; dovranno essere sottoposti a verifica dello stato di conservazione anche i materiali lapidei interni, quali gli elementi scultorei della scala monumentale, il camino, la vasca, il corrimano della scala di collegamento, gli imbotti in marmo di accesso alla stanza della torretta».(g.p.)
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