Lavori al corso, la protesta: «Nessuno entra nei negozi»

24 Febbraio 2023

Ira dei commercianti: «Il cantiere è di 150 metri, l’accordo era per 20 alla volta» La richiesta: «Le attività non incassano, vogliamo un rimborso per salvarci»

L’AQUILA. I commercianti non ci stanno. Si aspettavano 20 metri di cantiere, invece hanno visto gli operai chiudere 150 metri di corso “stretto”. È così che la grande opera di riqualificazione di corso Vittorio Emanuele II, nel centro storico dell’Aquila, è ripresa tra le polemiche. Non sono bastati i cartelli piazzati dal Comune agli accessi delle strette passerelle di passaggio ricavate ai lati dei cantiere. «Attività aperte, uffici e abitazioni accessibili. Ci scusiamo per il disagio», recitano. Mercoledì circa 25 esercenti hanno chiesto – e ottenuto – un incontro urgente con il vicesindaco Raffaele Daniele. «Vogliamo rimborsi per le mancate entrate, per salvarci», chiedono.
LA POLEMICA
«Nella riunione di novembre con il Comune avevamo accordato che i lavori sarebbero avanzati per 20 metri alla volta, o comunque per tratti ridotti, così da limitare i disagi per attività e clienti. Invece nei giorni scorsi abbiamo avuto l’amara sorpresa: ci sono vetrine che si ritrovano in vicoli ciechi, i pedoni devono compiere giri di centinaia di metri intorno al cantiere per raggiungerle. Quasi nessuno vede la merce esposta ed entra a comprare», spiega il gruppo di negozianti ribelli del corso “stretto”. «Ci teniamo a precisare che non siamo contrari all’opera, anzi. Però così rischiamo di ritrovarci il 30 aprile con un corso riqualificato e bellissimo, ma con attività commerciali che nel frattempo hanno chiuso i battenti», aggiungono, poi continuando: «Certi che non ci sarebbero stati disagi, abbiamo infatti ordinato merce che ora non riusciamo a vendere e che dobbiamo comunque pagare. Mentre ci sono attività che da lunedì, giorno di inizio dei lavori, non hanno incassato nemmeno un euro. Come facciamo a rispettare fatture, bollette e stipendi?».
Quindi dopo l’incontro di mercoledì sera: «Siamo arrabbiati perché nessuno ci ha comunicato la modifica del piano di avanzamento dei lavori. Nella riunione ci è stato detto che si è dovuto allestire un cantiere di 150 metri anziché di porzioni più ridotte a causa di novità normative. Ma ci sembra una scusa: il sospetto è che la decisione sia legata ai costi delle operazioni».
IL PROGETTO
Il cantiere delle polemiche interessa circa 150 metri di corso Vittorio a partire dai Quattro Cantoni in direzione Fontana luminosa. Si tratta del secondo step della grande opera di riqualificazione dei corsi – da quasi quattro milioni di euro – che prevede l’installazione di pietra bianca e di nuova illuminazione. Il primo step, quello dai Quattro Cantoni a piazza Duomo, si è concluso in tempo per le scorse festività natalizie. Dopo il tratto di 150 metri, la cui conclusione è fissata al 30 aprile, il cronoprogramma prevede l’avanzamento del cantiere di 90 metri alla volta fino a raggiungere la Fontana luminosa. Tutto corso Vittorio dovrebbe essere pronto in tempo per la Perdonanza.
Rinviato invece al 2024 – alla fine dell’opera di riqualificazione di piazza Duomo che sta per partire – lo step che riguarda corso Federico II.
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