Lavori al liceo Croce Ditta esclusa ottiene risarcimento

Il Tar dà ragione alla società “I Platani”, seconda classificata La Provincia dovrà pagare i danni, ancora da quantificare
AVEZZANO. È davvero un gran pasticcio la storia della messa in sicurezza del liceo socio pedagogico “Benedetto Croce” di Avezzano. A ricostruire la vicenda, decisamente complessa, è una sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della società “I Platani”, seconda classificata nella gara d’appalto bandita dalla Provincia dell’Aquila nel 2011 e affidata alla Costruzioni metalliche prefabbricate srl, società che ha ultimato i lavori nel novembre dello stesso anno e che successivamente è stata dichiarata fallita. Ora la società “I Platani”, rappresentata dall’avvocato Fausto Corti, ha ottenuto dal Tar il diritto al risarcimento dei danni sulla scorta di indicazioni fornite dai giudici, ma non ancora determinato. La storia, paradigma dell’ordinaria burocrazia, inizia quando la commissione esaminatrice rileva la mancanza di elaborati progettuali, ma decide tuttavia di mantenere in gara la Costruzioni metalliche prefabbricate srl, attribuendole un punteggio bassissimo. Alla fine però quell’offerta viene valutata come la migliore, nonostante manchino la relazione geotecnica, i calcoli esecutivi e di dettaglio di alcune strutture (come le opere di fondazione e i rinforzi di un cospicuo numero di pilastri in cemento armato). Inevitabile il ricorso contro la Provincia da parte della seconda classificata, la società "I Platani", presentato però l’ultimo giorno utile. I lavori, nel frattempo, viaggiano a un ritmo decisamente sostenuto, tanto che il 30 novembre vengono completati. Nel ricorso vengono sollevati dubbi anche in relazione all’aspetto della sicurezza antisismica, garantita da sei “torri dissipative”. Secondo la società ricorrente la commissione non avrebbe svolto adeguate verifiche sul metodo sperimentale proposto dall’aggiudicataria. Per dissipare tutti i dubbi il Tar nomina un consulente tecnico d’ufficio, nella persona dell’ingegner Vincenzo Gattulli. «Emerge», si legge nella relazione del tecnico, «che nella documentazione di gara non erano presenti la relazione geotecnica e i calcoli esecutivi e di dettaglio di alcune strutture, sia riguardanti le opere di fondazione, quali pali e piastre di base, sia relativi ai rinforzi di un cospicuo numero di pilastri e degli impianti». Sul fronte della sicurezza il consulente ha ridimensionato i dubbi osservando che «in definitiva, l’impiego del sistema innovativo a torri dissipative permette di apportare notevoli migliorie alla risposta sismica della struttura». I giudici non hanno potuto fare a meno di rilevare che «emerge una contraddittorietà logica, prima ancora che giuridica, nel modus operandi della Commissione, che prima rileva la mancanza di alcuni elaborati che avrebbero dovuto corredare l’offerta tecnica, che mantiene in gara la ditta, attribuendole tuttavia la quotazione più bassa al limite dello zero simbolico (1 su 10), ma che poi finisce per valutare tale offerta come la migliore».
Angela Baglioni
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