«Lavori fermi alla chiesa di San Gregorio Magno»

Protestano gli abitanti della frazione: «Mancano ancora arredi e altari» L’intervento di recupero strutturale finanziato dalla Federazione Russa
L’AQUILA. «I lavori sono fermi dalla scorsa primavera. Il portone della chiesa, tuttavia, resta chiuso e per quanto ne sappiamo non potrà essere riaperto a breve». A denunciare la situazione sono gli abitanti di San Gregorio, stupiti dalle dichiarazioni dell’ex segretario regionale ai Beni culturali Stefano Gizzi, che prima di lasciare l’incarico aveva annunciato la riapertura, in tempi rapidi, della chiesa della frazione. A guardarla dall’esterno, infatti, la chiesa di San Gregorio Magno crollata quasi interamente nel 2009, a seguito del terremoto, sembra ormai pronta. «Di fatto», continuano gli abitanti, «anche se la parte strutturale è conclusa, mancano ancora diversi arredi interni ed esterni. In queste condizioni la chiesa non può essere restituita alla comunità, ma intanto i lavori sono stati sospesi». Secondo i residenti, in primo luogo, non c’è all’interno della basilica l’altare maggiore per le celebrazioni. «Quello più antico non può essere utilizzato per la sua posizione», dicono Domenicantonio Cinque, Antonio Petrocco, Giacomo Di Vincenzo e i componenti del comitato parrocchiale. «Nella chiesa non ci sono neanche l’altare della cappella feriale, i cinque pilastri per le statue e non è stato ricostruito l’altare del Rosario, le cui pietre sono tutte conservate. Bisogna inoltre ricollocare le campane con la relativa apparecchiatura elettronica, manca la croce in ferro battuto sul campanile e le barriere architettoniche non sono state abbattute. Una delle porte, infine, è più bassa del livello stradale tanto da mettere a rischio la struttura nei giorni in cui piove abbondantemente». I lavori di ricostruzione e adeguamento strutturale di San Gregorio Magno sono stati finanziati dalla Federazione Russa con 1,8 milioni. Lo scorso 14 settembre illustri esponenti dell’ambasciata della Russia hanno fatto visita al “loro” cantiere e domani sono attesi in città anche alcuni parlamentari. «Speriamo sia l’occasione buona», concludono gli abitanti della frazione, «per riprendere i lavori dentro la chiesa e portarli definitivamente a termine».
VIA DEL PALAZZO. E c’è poi la strada di collegamento con la chiesa, la stessa che unisce la parte Est e quella Ovest della frazione, che è in stato di totale abbandono. «Il Comune non ha intenzione di asfaltarla», continuano i residenti, «per questo a volte ci pensiamo autonomamente, ma non sempre è possibile. Si tratta dell’unica strada che permette di evitare la statale 17 per raggiungere gli esercizi commerciali ed è vergognoso che venga lasciata in pessime condizioni».
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