Lavori fermi in via del Grifo Spunta l’ipotesi del commissario

Non si sblocca la situazione di stallo legata ai cantieri assegnati alla ditta veneta Sertech Il nodo irrisolto dell’aggregato edilizio da cinque milioni accanto alla chiesa di Santa Giusta
L’AQUILA. Un aggregato edilizio da cinque milioni fermo al palo. Uno dei dodici cantieri a marchio Sertech bloccati e non riaperti. Con gli annunci (datati 21 gennaio) dell’azienda veneta di Mirano di riaprire subito tre siti, poi altri cinque, e i restanti entro la fine di gennaio, che sono rimasti tali. E centinaia di aquilani fuori casa da sette anni.
Si complica più del previsto il piano della Sertech di riavviare i lavori bloccati in città a causa di un’asserita crisi di liquidità. Una delle situazioni più complicate sembra essere quella dell’aggregato di via del Grifo, proprio accanto alla chiesa capoquarto di Santa Giusta. In questo aggregato – nonostante le rimostranze di un gruppo di condòmini che più volte ha segnalato anomalie chiedendo l’intervento del Comune per commissariare il consorzio e della Finanza e della Procura per accertare «la vera situazione dell’azienda» – sono in corso trattative per superare l’impasse. Una delle ipotesi è quella dell’accordo transattivo, contestato da alcuni residenti. Avvalendosi di una norma specifica, i subappaltatori saranno pagati direttamente dal consorzio. Remota, invece, l’ipotesi di ulteriori cessioni di ramo d’azienda. In attesa di trovare l’intesa, i lavori sono fermi e non può essere escluso il ricorso alla risoluzione del contratto con affidamento dei lavori a un’altra ditta. Se la situazione di stallo continuerà a persistere, il Comune, come annunciato sia dal sindaco sia dall’assessore alla Ricostruzione, potrebbe intervenire per commissariare il consorzio “Il Grifo”. E tutto lascia presagire che prima di marzo non si avranno sviluppi. «Chi pagherà per questi colpevoli ritardi, peraltro ampiamente previsti?», si chiedono i cittadini, ormai allo stremo delle forze. «Sono trascorsi invano altri sedici mesi e i lavori fatti finora sono circa al 20%».
L’altro problema è il fatto che non esiste una graduatoria di imprese dalla quale attingere – esaminati i bilanci e i lavori degli ultimi cinque anni – per la sostituzione della ditta inadempiente, in applicazione della legge Barca. In ogni caso, la continua cessione di ramo d’azienda (Consta, Consta Soles, Consta Spa, Palomar e ora Sertech) complica ulteriormente le cose. La Sertech, subentrata a Palomar ad aprile 2015, a giugno 2015 ha ottenuto da Consta spa la cessione del ramo d’azienda edilizio, già ceduto a Palomar. Insomma, un vero rompicapo sulla pelle dei cittadini.
«Ora», concludono alcuni residenti, «la palla passa al Comune che, se è coerente con quanto detto da Cialente e Di Stefano, dovrà necessariamente commissariare questo consorzio. Tutte cose previste e dette in decine di riunioni di aggregato dalla minoranza (onesta) di condòmini mai ascoltata, anzi derisa».
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