Lavori in stallo e alunni in calo

La Cgil lancia l’allarme: su 24 interventi sono solo sei i cantieri ultimati, tre rischiano di perdere i fondi
SULMONA. Lavori in stallo nelle scuole che perdono alunni, calo vertiginoso della popolazione, perdita di servizi, tribunale a rischio e disoccupazione. La Cgil torna a riproporre la vertenza del centro Abruzzo, rinnovando l'appello finora inascoltato di aprire un confronto con la Regione. Per i sindacalisti della Cgil, che ieri hanno tenuto una conferenza stampa sulla questione, occorrono misure correttive urgenti e cioè fondi, che vadano «a riaccendere speranze e sogni di un territorio che necessita della giusta programmazione politica».
In particolare la situazione più critica si registrerebbe nelle scuole, con 24 interventi di ristrutturazione programmati in tutta l’area, con soltanto 6 cantieri che hanno visto la conclusione dei lavori, 8 ancora in fase di progettazione, 7 di esecuzione e 3 in procinto di perdere i finanziamenti.
«Se a ciò aggiungiamo che c'è anche un nuovo edificio scolastico in progettazione a Sulmona per 5 milioni di euro», spiega Emanuele Verrocchi della Fillea Cgil, «forse sarebbe da ripensare un po’ tutta l’edilizia scolastica». I cantieri che non vedono la luce o quelli che procedono a rilento fanno il paio per la Cgil con il calo di popolazione scolastica in città. In quattro anni scolastici, sul territorio, si sono persi 700 alunni e così l’istituto Serafini-Di Stefano è stato dimensionato, ovvero ha perso la dirigenza (attualmente ha una reggenza) perché registra meno di 600 iscritti. I 750 alunni dell’anno scolastico 2016/17 sono diventati quest’anno 510, così come a Roccaraso ha perso la dirigenza l’istituto omnicomprensivo De Panfilis, che include anche l’Istituto alberghiero e gli annessi convitti».
«Sono dati preoccupanti», aggiunge Miriam Anna Del Biondo, segretaria generale Flc Cgil, «quando scompaiono le scuole, come successo già in alcuni paesi, scompare un presidio culturale e sociale. Da decenni manca la programmazione del territorio».
Per questo, sempre secondo i sindacalisti dalla Cgil, causa ed effetto della mancanza di una disegno progettuale è anche il vertiginoso calo di residenti. Sulmona dal 2014 al 2019 ha perso 1.108 residenti, passando da 24.969 abitanti e 23.861; Pratola ne ha persi 283, scendendo da 7.752 a 7469. Addirittura in città anche gli stranieri, che erano coloro che alzavano gli indici di natalità, scelgono altre mete, con un meno 61 nell’ultimo anno. Tornando al tema caldo delle scuole, per la Cgil si fa sempre più concreto il rischio che anche quest'anno il servizio mensa non parta in tempo, cioè dal primo ottobre.
«Ci risulta che le procedure di affidamento dopo il bando fatto non siano state ancora concluse», afferma Luigi Antonetti della Filcams Cgil, «dunque non c’è da stare sereni». Anche l’ente d’ambito sociale con cui si affidano i servizi, il cosiddetto Ecad, che vede Sulmona capofila, non farebbe stare proprio tranquilli. «Il fatto che i servizi vengono affidati sulla base dei requisiti e non più con procedure e bandi più organici non fa altro che aumentare la precarietà del lavoro, senza più clausole di salvaguardia e tutela dei posti di lavoro», fa notare Anthony Pasqualone della Fp Cgil.
«Ci stupisce la totale mancanza di progettazione sociale del territorio, con soluzioni che necessitano di interventi coordinati, rapidi e persino un po’ fantasiosi», conclude Francesco Marelli, segretario generale della Cgil-L’Aquila.
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