Lavori in stallo nel borgo di San Giovanni

San Demetrio, il problema legato anche al braccio di ferro tra le ditte affidatarie di alcuni cantieri
SAN DEMETRIO NE’ VESTINI. È uno dei borghi storici più belli della Valle Subequana. Un gioiello di architettura e storia. Ma a San Giovanni, piccola frazione del comune di San Demetrio ne’ Vestini, la ricostruzione langue e scatta la protesta di alcuni residenti. A contribuire alla fase di stallo, anche il braccio di ferro tra le ditte affidatarie di alcuni cantieri. Gli abitanti del posto hanno rivolto un appello al sindaco, Silvano Cappelli, perché prenda in mano la situazione e sblocchi le procedure che rischiano di frenare la ricostruzione del paese, che custodisce l’omonima chiesetta dedicata a San Giovanni Battista, la seconda per importanza dopo quella di San Giovanni in Laterano, a Roma. «Siamo in una fase di completo blocco della ricostruzione dell’antica frazione di San Giovanni, un gioiello di storia e architettura», afferma Sandro Cirilli, presidente di uno dei consorzi da ricostruire e portavoce della protesta, «come previsto nel piano iniziale di cantierizzazione, chiediamo al Comune di prevedere un piano di recupero della parte storica del borgo, dove ci sono aggregati che dovrebbero essere ristrutturati contemporaneamente, vista la ridotta distanza fisica tra gli stessi, che non consente a ditte diverse di lavorare contemporaneamente. Sollecitiamo l’amministrazione comunale a convocare un incontro urgente per dare seguito al progetto di cantierizzazione unica per i 2-3 aggregati confinanti per i quali, nell’immediato post-sisma è stato necessario addirittura un intervento unico di puntellamento che, tuttora, abbraccia gli aggregati in oggetto». I residenti chiedono, inoltre, di fare chiarezza «sulla rinuncia di una delle ditte all’esecuzione dei lavori di uno solo dei due aggregati. Scelta che rischia di far saltare la possibilità di una cantierizzazione unica, non avendo la stessa impresa rinunciato all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione dell’aggregato confinante. Cantierizzazione già prevista dal Comune nel piano di intervento post-sisma». Tra i due edifici vi è una distanza massima di tre metri circa, che non consente l’intervento in contemporanea di due ditte diverse. «Chiediamo al Comune», conclude Cirilli, «la convocazione di una riunione urgente per valutare un progetto di recupero complessivo storico-urbanistico del borgo». (m.p.)
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