Lavori vicino ai negozi, chiesti i danni

Penalizzate dai sottoservizi le attività in centro, Confcommercio sollecita una legge regionale ad hoc
L’AQUILA. Una legge regionale per indennizzare le attività commerciali danneggiate dai lavori pubblici. Ad avanzare la proposta è la Confcommercio che fa riferimento, in particolare, a quanto sta accadendo in centro storico, all’Aquila, con la chiusura di alcune strade a causa dei lavori dei sottoservizi. Nei giorni scorsi i commercianti del corso “stretto” – dal 7 ottobre scorso chiuso anche ai pedoni per la realizzazione dello Smart tunnel e impraticabile fino al 20 dicembre – hanno fatto sentire la loro voce. Tutte le attività che affacciano sulla parte alta di corso Vittorio Emanuele, secondo una tabella temporale a scaglioni, dovranno chiudere momentaneamente i battenti. «Per i commercianti che, con enormi sforzi economici hanno riaperto i negozi in centro dopo il devastante sisma del 2009», affermano Celso Cioni e Roberto Donatelli, rispettivamente direttore e presidente regionale della Confcommercio, «si tratta di un danno enorme, soprattutto nel periodo che precede le festività natalizie. La scelta coraggiosa di ricollocarsi nel cuore della città rischia di essere vanificata da due mesi di chiusura forzata, che faranno crollare gli introiti». La Confcommercio auspica un provvedimento regionale che preveda indennizzi specifici. «I sempre più frequenti episodi», dicono Cioni e Donatelli, «che vedono attività commerciali danneggiate dalla realizzazione dei lavori pubblici sulle strade, in prossimità delle stesse, di durata significativa, ovvero oltre i 60 giorni, che a causa dell’interdizione o della deviazione del traffico veicolare e pedonale determinano un pregiudizio economico dovuto non solo al mancato guadagno, ma anche alla progressiva riduzione della clientela richiedono, così come esistono normative in tal senso in altre regioni, l’emanazione di una legge regionale contenente la previsione di fondi adeguati destinati a risarcire, perlomeno parzialmente, i danni documentabili fiscalmente da parte degli imprenditori interessati». Nello specifico, la Confcommercio sollecita il consiglio regionale «a elaborare, al più presto, una proposta di legge che racchiuda criteri e modalità idonei a risolvere una problematica che, sempre più sovente arreca danni irreversibili alle aziende commerciali della nostra regione».
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