Le 36 scuole di latta in piedi da nove anni

5 Agosto 2018

Mappa dei moduli provvisori diventati definitivi. E gli interventi sulla sicurezza sfratteranno anche le strutture in muratura

L’AQUILA. Tra un mese prenderà il via per migliaia di studenti aquilani il decimo anno scolastico all’interno di un modulo provvisorio. Realizzati per rispondere all’emergenza sisma nel 2009, infatti, i Musp ancora oggi ospitano moltissime scuole tra elementari, medie e superiori. «Intere generazioni di bambini e ragazzi aquilani non sanno che cosa vuol dire andare a scuola in un edificio in muratura. Chi ha cominciato gli studi nel 2009 rischia di essere destinato a frequentare interi cicli (elementari, medie e superiori) all’interno di un modulo provvisorio», hanno denunciato più volte i comitati dei genitori. A settembre 2009, infatti, sono stati allestiti 36 moduli a uso scolastico provvisorio che avrebbero dovuto avere, appunto, una durata temporanea, circa 4/5 anni secondo le stesse ditte che li consegnarono, e che di fatto sono ancora tutti in uso.
SCUOLE DI LATTA. Se è vero, infatti, che qualche scuola in muratura è stata ricostruita, come quella della Dottrina Cristiana o quella delle Micarelli, è anche vero che i moduli sono stati semplicemente “riciclati” per essere riutilizzati da altre scuole. È l’ormai noto caso del Liceo Cotugno, che il prossimo anno scolastico sarà diviso tra questi due moduli, quello del Musicale e le aule reperite a Colle Sapone all’interno di altri istituti.
IL CASO DELLE MEDIE. Il problema dei moduli provvisori è molto sentito anche per le scuole medie. La Mazzini, infatti, dal 2009 è in un Musp. Stessa sorte per la Carducci che occupa un modulo provvisorio vicino a San Giacomo, che peraltro ha dato problemi di infiltrazioni già negli anni passati. Nel Musp anche le succursali di Sassa e Paganica. SCUOLE IN MURATURA. Le uniche medie all’interno di un edificio in muratura sono la Patini a Pettino e la Dante Alighieri nella storica sede di Colle Sapone. Per le scuole superiori, invece, la situazione è diversa. Gli unici ragazzi costretti ancora nei Musp sono quelli del Cotugno. Gli altri istituti (Colecchi, d’Aosta e Bafile) occupano ancora le scuole in muratura di Colle Sapone in cui erano ospitati pre-sisma. Ma anche per loro il destino potrebbe riservare all’orizzonte un futuro nei Musp. Per i piani della Provincia, infatti, queste scuole dovranno essere oggetto di interventi di messa in sicurezza nei prossimi anni e spostarsi dunque, almeno temporaneamente, nei Musp che, a mano a mano, si libereranno. Restano numerose, infine, le scuole elementari ospitate nei moduli provvisori, la gran parte. «È un problema da non sottovalutare», per le associazioni dei genitori, che denunciano: «Non è possibile che intere generazioni di studenti siano costrette a frequentare cicli scolastici in moduli provvisori anche malmessi, senza aver mai visto una scuola muratura».
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