Le accuse della Bertè scatenano lo scontro Il sindaco: «È falso»

17 Agosto 2023

La fake della cantante: «Accolti male e danni agli strumenti» Ma anche l’artista chiarisce tutto sui ritardi e il mancato bis

TAGLIACOZZO. Pessima accoglienza, al punto che il materiale tecnico fornito avrebbe causato danni per 22mila euro: di questo Loredana Bertè avrebbe accusato, con un post scritto dal proprio account Facebook, l’organizzazione del concerto della vigilia di Ferragosto a Tagliacozzo, nell’ambito del “Festival internazionale di mezza estate”. Si solleva il polverone, ma alla fine è solo tanto rumore per nulla, perché in realtà quel post Bertè non lo ha mai scritto. Una polemica sollevata ad arte quindi. Non è dato sapere se fine a se stessa o mirata a screditare il Comune o la cantante.
Tutto nasce quando comincia a circolare lo screenshot poi rivelatosi falso. «Sarebbe rispetto verso l’artista che il luogo che ti ospita facesse trovare tutto ciò che hai chiesto», si legge nel fake che parla di «sbalzi di corrente causati da generatori forniti non idonei» che hanno provocato «oltre 22mila euro di danni alla nostra strumentazione». Ma è tutto falso, come chiarisce direttamente il sindaco Vincenzo Giovagnorio: «Ho fatto valutare ad alcuni tecnici quello screenshot, circolato in molte chat private e sui social», riferisce Giovagnorio, «mi hanno fatto notare, oltre alla scarsa qualità della contraffazione, che non c’era la spunta blu che compare nei post che Bertè scrive dal suo profilo ufficiale, e che il testo era pubblicato come risposta a un account che non esiste».
L’autore del fake ha giocato su una serie di contrattempi che effettivamente ci sono stati, come ad esempio l’inizio in ritardo: «Sicuramente non è cominciato all’ora prevista», conferma il sindaco, «ma comunque il concerto è durato un’ora e dieci minuti, e non è stato fatto il bis perché problemi tecnici in effetti ci sono stati, ma sicuramente non dovuti all’organizzazione. Quello che è successo davvero è stata la stessa cantante in un post, vero e ben visibile».
Post nel quale l’artista conferma i problemi ma senza accusare nessuno, men che meno l’organizzazione. «Io sono stata ad aspettare come voi», ha scritto la vera Bertè, «e per rispetto al mio pubblico sono salita sul palco nonostante i mi avessero detto che, data la situazione tecnica, il concerto non era da fare. È stato difficile portarlo a termine senza sentire assolutamente niente in cuffia: per questo per la prima volta non ho fatto i bis».
Indicativo del clamore che ha suscitato la vicenda è il dibattito sviluppatosi sulla pagina ufficiale della cantante, sotto a un post che sembra riferito proprio alla vicenda: «Pensavo che a volte la parola fan è sinonimo di hater (odiatore, ndr) perché il troppo amore, l’ossessione, può portare all’odio. Cambiate artista fake fans! E a tutti gli altri che mi vogliono davvero bene: vi amo», ha scritto Bertè nel tardo pomeriggio di Ferragosto, raccogliendo fino a ieri sera quasi 900 commenti. Tanti, visto che nei post immediatamente precedenti raramente si superavano i duecento commenti.
Commenti che, tra l’altro, in larga parte elogiano Bertè e il concerto di Tagliacozzo. Del resto, al netto di problemi tecnici, malelingue e odiatori da tastiera, il concerto non sembra affatto andato male: «Ci saranno state seicento spettatori», racconta il sindaco Giovagnorio, «e a lamentarsi saranno state sè e no una decina di persone. Io stesso che non sono un fan accanito l’ho trovato un concerto bellissimo».
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