Le antiche lampade dell’Annunziata saranno restaurate

SULMONA. Le antiche lanterne dei lampioni dell’Annunziata dovranno tornare al loro posto. È l’unica certezza emersa dall’incontro che c’è stato ieri pomeriggio tra amministrazione comunale,...
SULMONA. Le antiche lanterne dei lampioni dell’Annunziata dovranno tornare al loro posto. È l’unica certezza emersa dall’incontro che c’è stato ieri pomeriggio tra amministrazione comunale, Soprintendenza e rappresentanti della ditta che sta eseguendo i lavori per l’adeguamento dell’illuminazione del centro storico di Sulmona alla normativa vigente. «Non si sa come, ma il più presto possibile, le vecchie e preziose lanterne», è stato il categorico commento del funzionario della Soprintendenza, «dovranno essere riposizionate sui quattro candelabri che adornano il sagrato del complesso monumentale dell’Annunziata». Come indicato dalle norme nazionali, il restauro delle 16 lanterne di metà Ottocento sarà affidato a una ditta altamente qualificata che dovrà fare in modo che le nuove lampade a risparmio energetico possano essere alloggiate all’interno di esse. Tutta l’opera di restauro dei lampioni sarà condivisa dalla Soprintendenza e dal Comune, insieme all’Asp 2, ex Casa Santa dell’Annunziata, che è l’Ente proprietario del monumentale complesso.
Più complicato appare invece il capitolo dei lavori di impianto della nuova illuminazione nel centro storico. Due giorni fa su iniziativa del funzionario della soprintendenza Giuseppe Di Girolamo, presente ieri all’incontro con il Comune, quei lavori sono stati sospesi, in via Mazara e anche in piazza XX Settembre dove erano già stati smontati due dei quattro degli storici lampioni. I carabinieri infatti, che erano stati avvertiti dallo stesso funzionario, dopo aver rilevato l’assenza di autorizzazioni rilasciate per l’opera, hanno ordinato la sospensione degli stessi fino a nuova disposizione. Un particolare essenziale che verrà chiarito a questo punto dalla stessa Procura che dovrà accertare eventuali inadempienze o irregolarità.
Intanto la Soprintendenza, a cui il progetto di nuova illuminazione del centro storico non sarebbe stato sottoposto da parte del Comune, come ha dichiarato lo stesso Di Girolamo, dovrà adesso procedere ad una valutazione complessiva del progetto stesso prima di dare il proprio benestare alla ripresa dei lavori e dopo aver indicato i criteri da seguire nei lavori stessi che interessano un territorio soggetto a tutela paesaggistica, come tutto il centro storico sulmonese. Insomma, si rischia che vengano contestati anche i lavori effettuati fino ad oggi e anche questi senza autorizzazione. E di conseguenza ne venga ordinato il ripristino. I tempi non sono facilmente prevedibili ed è anzi probabile che non saranno tempi brevi. Insomma il problema è destinato ad allargarsi così come le responsabilità del funzionario titolare del provvedimento che sembra aver avallato tutti i lavori per l’adeguamento dell’illuminazione del centro storico senza coinvolgere la Soprintendenza. (c.l.)
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