Le antiche pergamene esposte all’Emiciclo

9 Settembre 2021

Da domani all’8 dicembre, viaggio tra i codici miniati riposti nelle biblioteche dei conventi francescani 

L’AQUILA. Antiche pergamene, decorate con colori vivaci e grande maestria. Sono vere opere d’arte i codici miniati che saranno esposti al palazzo dell’Emiciclo, alla villa comunale, da domani all’8 dicembre nella mostra “Per la biblioteca e per il coro. Codici miniati dai conventi francescani d’Abruzzo”. La mostra, a cura di Andrea Improta e Cristiana Pasqualetti, è promossa dal dipartimento di Scienze umane dell’Università, con il contributo dei fondi del Progetto di eccellenza 2018-2022, e dalla biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli, col patrocinio del consiglio regionale d’Abruzzo e del Comune dell’Aquila, in collaborazione con l’Archivio di Stato e con le biblioteche regionali “Salvatore Tommasi” e “Melchiorre Delfico” di Teramo. I preziosi manoscritti in mostra, un tempo riposti nelle scansie e negli armadi delle biblioteche dei conventi francescani d’Abruzzo, oggi sono conservati per la gran parte in altri luoghi d’Italia. Esemplare in tal senso è la storia di quelli della Provincia francescana abruzzese, confluiti a Napoli a partire dal 1789 per iniziativa di Francesco Saverio Gualtieri, futuro vescovo dell’Aquila, e di altri funzionari dell’allora Real Biblioteca, oggi biblioteca nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli. Tra queste, una splendida Bibbia con 78 iniziali figurate, redatta a Parigi tra il 1260 e il 1270, un libro di Salmi ed orazioni della fine del XII secolo, con tre iniziali a tralci d’oro, canti liturgici di fine 1300, redatti a Praga, con iniziali figurate, di cui una attribuita a Nicolaus Kuthner. Ricca di suggestione è la vicenda di un altro bellissimo manoscritto padovano (1320-1326) di Bertrand de la Tour, forse usato dallo stesso San Giovanni da Capestrano. Un altro codice di interesse del XIV secolo, contiene, invece, lo Speculum iudiciale di Guillaume Durand, illustrato da tre miniature tabellari. Non mancano in mostra i codici miniati in Abruzzo, dove quest’arte fiorì tra i secoli XIV e XV. In ambito francescano abruzzese ebbe origine il più importante trattato di miniatura medievale, il De arte illuminandi, di cui è in mostra l’esemplare dell’Archivio di Stato dell’Aquila. Oltre ai libri di studio, da San Bernardino provengono numerosi codici liturgici di grande formato, utilizzati per le celebrazioni nei cori delle chiese e oggi conservati nella biblioteca Tommasi. Tra gli esemplari scelti per la mostra, il Salterio, Innario miniato all’inizio del 500 dal fiorentino Attavante degli Attavanti. L’esposizione sarà visitabile martedì e giovedì dalle 16.30 alle 19.30; venerdì e sabato 10-3, 16.30-19.30. (m.c.)
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