Le campane a festa salutano gli alpinisti

Folla in cattedrale. La fidanzata di Andrea: amavi i tuoi monti
CORFINIO. La neve e le lacrime hanno abbracciato Ryszard Barone e Andrea Antonucci davanti al sagrato della cattedrale di San Pelino a Corfinio. I fiocchi gelati sono caduti sul mare di ombrelli dei tantissimi che commossi hanno raggiunto la chiesa per portare l’ultimo saluto ai due giovani, rispettivamente di 24 e 28 anni, deceduti il giorno di Santo Stefano dopo una caduta dalla ferrata Ricci sul Gran Sasso.
Le due salme sono entrate nel santuario dove i due amici si erano ritrovati solo qualche giorno fa, nella notte della vigilia di Natale, prima della partenza per la montagna. Per l’ultimo saluto c’erano soprattutto tanti giovani provenienti da Corfinio, ma anche dagli altri paesi della Valle Peligna, dove i due ragazzi erano molto conosciuti. Proprio ai tanti giovani presenti si è rivolto durante l’omelia il parroco di Corfinio, don Vincenzo Paura. «Non lasciateci soli», ha detto il sacerdote, «ragazzi di Corfinio state vicini alla famiglie e a chi in questo momento sta soffrendo. Tenete a mente che Ryszard e Andrea non li avete persi. Quello che avete fatto con loro lo farete per sempre. La nostra fede deve essere forte perché il cielo si è aperto e loro ci sorridono dall’alto».
Parole pronunciate davanti alle persone stipate dentro la cattedrale di San Panfilo. A dare una mano al sacerdote anche il parroco di Anversa degli Abruzzi, don Daniele, il parroco di Cristo Re di Sulmona, don Giovanni, e quello di Goriano Sicoli, don Vincenzo. Insieme per portare sollievo per la perdita di due ragazzi legati da una forte amicizia, amanti dello sport, della montagna, molto conosciuti, persone attive e ben volute nella comunità di Corfinio e della Valle Peligna.
«Ci siamo iscritti all’università insieme», ha raccontato Rosa Cremonini, fidanzata di Andrea, intervenuta per un commosso ricordo, «volevi fare il fisioterapista e avevamo tanti progetti. Amavi le tue montagne e la loro bellezza, mi hai fatto avvicinare a questo splendido mondo e ora sono rimasta da sola, non ti dimenticherò mai e continuerai a vivere dentro di me».
A ricordare il giovane anche il gruppo scout di Sulmona presente alla cerimonia funebre. «Eri sempre il primo ad andare», hanno detto gli scout dal pulpito, «la tua esperienza ci guidava e ci spronavi ogni volta con sapienza e professionalità». Con loro i familiari di Ryszard Barone, i genitori Barbara e Mario, quest’ultimo gestore di un ingrosso di carni e molto conosciuto nella zona, e i fratelli Silvia ed Emidio. A pochi metri da loro la sorella Anna Rita e i parenti di Andrea Antonucci, ingegnere molto richiesto e appassionato sportivo che dopo la laurea al Politecnico di Milano, e nonostante la giovane età, aveva già fatto esperienze in scuderie di prestigio come la Ferrari e, attualmente, con la McLaren Automotive. Il giovane tempo addietro aveva perso il padre. «Ragazzi che ho visto crescere», le parole del sindaco Massimo Colangelo fuori dalla chiesa, «questa tragedia ci ha segnato togliendoci due figli rispettosi, appassionati, volenterosi e degni della nostra terra. Siamo vicini ai familiari alle prese con un dolore fortissimo». Tra la folla anche gli esponenti del Soccorso alpino dell’Aquila che hanno pianto per i due ragazzi. Per Andrea Antonucci e Ryszard Barone il parroco ha fatto suonare le campane a festa per sottolineare come loro continueranno a vivere dentro i cuori dei tantissimi che li hanno conosciuti e amati. Inoltre, sempre il parroco ha chiesto di evitare di utilizzare i botti di fine anno per la notte del 31 e nel periodo a ridosso di Capodanno. Dopo la messa, i cortei funebri si sono divisi: Andrea Antonucci è stato sepolto nel cimitero di Raiano dove aveva i natali sua madre, mentre Ryszard Barone si è diretto nel cimitero di Corfinio. Entrambi i cortei si sono mossi tra due ali di folla commossa e stretta negli abiti pesanti, mentre dal cielo uno sprazzo di sereno è apparso nel cielo cupo.
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