Le dighe sono sicure? L’Enel: controlli continui

Il cemento armato risalente agli anni ’50 reggerebbe a una forte scossa? L’ente gestore: le strutture sono sottoposte a interventi durante tutto l’anno
CAMPOTOSTO. Furono progettate e realizzate durante il Ventennio fascista, inaugurate nel Dopoguerra e per decenni hanno garantito appeal turistico all’Alto Aterno. Il verde lussureggiante dell’area di Campotosto e le acque turchine e pescose rappresentano attrazioni irrinunciabili per gli appassionati. I due devastanti terremoti dell’Aquila prima (6 aprile 2009) e Amatrice poi (24 agosto scorso) hanno riportato d’attualità il tema della sicurezza del territorio proprio in prossimità delle dighe.
LE DIGHE.
Sono tre quelle di Campotosto: la diga di Poggio Cancelli a nord-ovest, in terra battuta; la diga di Sella Pedicate a sud, terra battuta con ferro e cemento; la diga di Rio Fucino a est, in calcestruzzo e ferro. Quest’ultima, alta 44 metri e che si affaccia sulla Val Vomano, si trova nelle immediate vicinanze della faglia sismica dei Monti della Laga (o di Campotosto). I sismologi non possono prevedere se e quando potrà essere attivata da un terremoto. Ora o fra 300 anni nessuno può saperlo e questa incertezza non tranquillizza affatto.
L’ENEL.
Abbiamo rivolto all’Enel – proprietario della diga – la madre di tutte le domande, quella che si pongono quotidianamente i residenti e alcuni tecnici: in caso di scossa di terremoto di magnitudo 7, con epicentro a Campotosto, le dighe terrebbero? E il cemento armato degli anni 50 reggerebbe ancora all’impatto? Dall’Enel fanno sapere che «le dighe Enel vengono sottoposte a controlli e interventi costantemente durante tutto l’anno. Da sempre l’azienda effettua tutti gli interventi necessari per garantire la piena efficienza e le massime condizioni di sicurezza degli invasi e di tutte le opere. Si tratta di impianti e infrastrutture monitorati e presidiati 24 ore su 24. Tutte le attività di Enel sulle dighe vengono effettuate nel pieno rispetto di quanto previsto dalle normative e sotto la stretta supervisione della Direzione generale per le dighe del ministero delle Infrastrutture».
LE VERIFICHE.
Del resto, dopo la scossa del 24 agosto, la stessa Enel ha precisato che «non si rilevano danni alle dighe delle regioni interessate e in particolare alla diga di Scandarello. A seguito del terremoto, sono state ulteriormente intensificate le ispezioni, misure specialistiche e controlli alla diga, alle sponde e a tutte le opere costituenti il serbatoio nel suo complesso. I controlli hanno evidenziato la totale assenza di situazioni anomale, evidenziando pertanto la sicurezza della diga. I controlli sono stati ripetuti a seguito di ogni evento della sequenza sismica, e hanno ribadito il positivo esito delle verifiche fatte dopo la scossa principale, confermando lo stato di sicurezza delle opere. Tutte le verifiche sono state rese disponibili all’Autorità nazionale preposta al controllo dighe e tutte le attività di Enel sono concordate all’interno del comitato operativo del dipartimento di protezione civile».
IL TURISMO.
Le richieste di chi sceglie il paese sul lago non si limitano più alle prelibatezze gastronomiche (mortadella di Campotosto e altro) e alla camera con vista sul lago. Oggi, come confermato dal sindaco del paese, Luigi Cannavicci, ingegnere ed ex dipendente di Enel, i turisti chiedono soprattutto garanzie circa la tenuta degli alberghi e di altre eventuali strutture in caso di scosse di terremoto.
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