Le famiglie di Poggio Picenze in un libro

Lo scrittore Ventura (per anni anatomopatologo dell’ospedale) narra le storie del paese
POGGIO PICENZE. Sarà presentato sabato alle 18, nella sede del Comune di Poggio Picenze, il libro di Terenzio Ventura, notissimo per essere stato a lungo anatomopatologo del San Salvatore, dal titolo: “Donne, uomini e famiglie che sono venuti a vivere a Poggio Picenze”. «Dopo essere entrato da alcuni anni nella terza età», scrive Ventura nella prefazione, «mi è venuto il desiderio di scrivere alcune righe relative a “donne, uomini e famiglie che sono venuti a vivere a Poggio Picenze. Da adolescente e da giovinetto ho spesso girato il paese da una parte all’altra e ho avuto il piacere di scambiare opinioni con molti dei personaggi di questo libro e solo raramente ho notato differenze sostanziali fra la popolazione autoctona e quella per così dire importata. A partire dalla Seconda guerra mondiale, ho vissuto quotidianamente nel mio paese sino al 1956 quando sono emigrato per compiere gli studi di Medicina e Chirurgia a Roma. Ho sempre conservato un buon rapporto con Poggio Picenze e i poggiani sino ad oggi anche se le mie conoscenze dei più giovani sono molto limitate. Ripercorrendo con la memoria le strade del paese, ho annotato nella mente le persone che ricordo sin dall’infanzia essersi stabilite a Poggio Picenze. Il più delle volte si tratta di persone che si sono sposate con un poggiano o con una poggiana e hanno vissuto per un congruo periodo nel nostro paese. Le donne sono più numerose degli uomini. Questa è una regola che esiste da sempre. Le figlie femmine sono state frequentemente sposate a uomini di paesi diversi da quelli di nascita. Gli uomini che si sono sposati e sono venuti a vivere a Poggio Picenze non sono pochi. Donne, uomini e famiglie costituiscono tre raggruppamenti distinti. Tra le famiglie si trovano anche nuclei costituiti da poggiani emigrati in un primo momento in Francia, Belgio, Germania, Svizzera, che spesso hanno formato lì la loro famiglia e sono ritornati a vivere a Poggio Picenze. Delle persone che ho conosciuto e con le quali ho avuto rapporti di amicizia per via della parentela o del far parte dello stesso vicinato, ho cercato di rappresentare un profilo in parte personale mentre, per quelle persone delle quali non ho avuto una conoscenza approfondita, ho chiesto l’aiuto dei loro parenti, amici o conoscenti. Il compito di dare una fisionomia reale a ognuno non è facile. Senza cercare di essere buonista, la conoscenza diretta di queste persone o quella ricavata dalle parole di amici o parenti, è stata per me interessante e istruttiva. Ho impiegato circa 5 anni, nel poco tempo libero a mia disposizione, a intervistare le persone viventi o i familiari o i parenti o i conoscenti dei personaggi e delle famiglie. In alcuni casi il colloquio si è svolto via e-mail. Con molta pazienza ho raccolto le notizie e mi sono intrattenuto con chi me le forniva. Questo mi ha fatto riflettere su molti aspetti dell’esistenza umana. La dignità nei comportamenti, il rispetto per il prossimo e la buona educazione dei contadini spesso analfabeti, sono stati per secoli all’ordine del giorno. Alcune persone hanno realizzato traguardi impensabili con la forza dell’intelligenza e dell’ingegno spesso stimolati dalla povertà. La fatica fisica era alla base della nostra agricoltura povera, degli emigranti che affrontavano il lavoro delle miniere e di tanti altri lavori pesanti. Le persone si accontentavano anche nelle ristrettezze e non erano abituate a lagnarsi. Il racconto di queste persone credo che rispecchi l’esistenza dell’italiano medio nel Novecento. Dati importanti specialmente anagrafici ho ricavato da due volumi consultati nel Municipio che riportano in ordine alfabetico le famiglie locali a partire dalla metà del 1800 al 1930 circa con i luoghi di provenienza delle persone che in quel lasso di tempo si sono stabilite a Poggio e qui hanno costituito la loro famiglia». Alla presentazione del libro parteciperanno, tra gli altri, il sindaco di Poggio Picenze Antonello Gialloreto e il presidente della deputazione di Storia Patria Walter Capezzali. (g.p.)

