Le leggi per nonni felici scritte dai baby senatori

6 Giugno 2019

Premiato a Palazzo Madama il progetto della V A dell’istituto Mazzini-Fermi Idee raccolte dopo un reportage nel centro anziani dell’istituto Don Orione

AVEZZANO. Ha scritto Ilaria: «Questa esperienza mi ha fatto capire che basta poco per regalare un sorriso a un anziano. Basta solo far loro una domanda: com’era la tua infanzia? Nell’ascoltare i loro racconti ho capito che gli anziani sono più saggi di internet». E Demian ha aggiunto: «Nonno Gino non si capiva molto bene però con questo progetto quello che c’era da capire l’abbiamo capito». Il mondo dei nonni visto dai bambini profuma di leggerezza e storie fantastiche. I protagonisti sono gli alunni della V A dell’istituto Mazzini-Fermi, quelli che per un giorno hanno indossato i panni di baby senatori portando nelle stanze romane di Palazzo Madama la loro proposta nell’ambito del concorso nazionale “Vorrei una legge che...”, indetto dal Senato della Repubblica in collaborazione con il ministero dell’Istruzione. Un progetto che ha permesso ai ragazzi di conoscere e approfondire l’iter legislativo e ha visto la partecipazione degli alunni di tutte le scuole primarie d’Italia. La premiazione si è svolta alla presenza della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Gli alunni marsicani, accompagnati dalla dirigente scolastica Fabiana Iacovitti, hanno colto nel segno e sono stati premiati insieme ad altre quattro scuole italiane.
Il progetto di legge “Nonno a te ci penso io!” prende spunto da quel privilegiato e indissolubile rapporto che lega nonni e nipoti. «Per scrivere una legge giusta» ha suggerito Emanuele alla maestra «bisogna conoscere la realtà per la quale si scrive». È così che gli alunni della 5ªA e i loro docenti hanno pensato di visitare il vicino istituto Don Orione per chiedere direttamente ai nonni e alle nonne quali sono i diritti che più desiderano avere. Gli scolari hanno portato una ventata di allegria tra gli anziani della struttura. E dagli incontri con questi amici dai capelli d’argento sono nati racconti e poesie. «A nonna Carmina», sottolinea Leila, «abbiamo chiesto il permesso di farci un selfie e lei ha accettato».
Nei panni di veri e propri reporter, muniti di taccuino e smartphone, i ragazzi della 5ªA hanno immortalato i momenti più belli trascorsi in compagnia dei nonni, che sono stati raccolti in una speciale mostra fotografica curata da Myriam Fossellini. “Nonno ci penso io!” è il disegno di Legge numero 1 del 15 dicembre 2018. Una proposta legislativa dettagliata e attenta che si compone di 25 articoli. Nell’articolo 1 “Principi generali” i ragazzi hanno riportato i diritti delle persone anziane che la loro legge si propone di garantire. Nella lista ci sono diritti tangibili, come ad esempio possedere una casa, avere una sana alimentazione, poter viaggiare. E ancora il diritto all’informazione, alla lettura e al divertimento. Ma i ragazzi della 5ªA hanno pensato a inserire in questa legge a misura di anziano anche diritti più ideali, come quello all’amore, alla libertà, all’ascolto, alla considerazione, alla consolazione, il diritto a una famiglia amorevole e perfino a sognare. Dalla lettura degli articoli traspare la profondità che ha ispirato ciascuno dei 24 diritti, dal più pratico fino a quello più impalpabile e astratto. Ma quando si pensa di aver letto proprio tutto è inevitabile restare stupiti dall’ultima riga. L’articolo 24 recita: «Ogni anziano ha diritto a portare con sé il proprio animale domestico in una casa di ricovero». E qui ci si accorge che gli alunni della Mazzini-Fermi hanno pensato proprio a tutto. L’originalità e la profondità dei diritti proposti, l’attenzione e la sensibilità mostrata verso l’anziano e il proficuo confronto tra generazioni hanno permesso alla scuola di aggiudicarsi il meritato premio. Il progetto è stato curato dalle docenti Emma Francesconi, Anna Paola Sisi, Elena Savina e Maria Cerrone con la collaborazione della psicologa Sara Di Salvatore e delle assistenti sociali Gabriella Cipollone e Loda Santilli del Don Orione. (r.rs.)
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