Le maestre: «Accuse false, è un incubo»

25 Luglio 2019

Ecco la difesa delle insegnanti indagate. Informativa dei carabinieri in Procura: «Le immagini non mostrano violenze»

AVEZZANO. «Sono accuse false, stiamo vivendo un incubo, dopo anni di lavoro integerrimo e un passato immacolato». Così le insegnanti indagate, che attraverso i loro difensori respingono con forza le accuse di maltrattamenti nei confronti degli alunni di una scuola dell’infanzia nella Marsica. Sarebbero sei i bambini vittime dei presunti abusi sui quali sta indagando la Procura di Avezzano. Nei giorni scorsi alcuni sono stati ascoltati dagli psicologi a Roma e le audizioni degli altri sono previste fino a settembre.
I difensori delle tre maestre sono convinti che la vicenda sarà chiarita presto.
Ad accusare le insegnanti sono stati alcuni genitori che si sono rivolti ai carabinieri. Ma al momento l’informativa depositata dagli investigatori negli uffici di via Corradini scagionerebbe le maestre dalle accuse. L’attività è stata svolta lo scorso gennaio, per circa tre settimane, e tutti i locali dell’istituto scolastico sono stati monitorati con idonee telecamere.
«Dai filmati captati nell’arco delle lezioni non emergono comportamenti aggressivi da parte delle insegnanti», viene sottolineato nell’informativa, «gli alunni vengono costantemente seguiti in molteplici occasioni e le maestre appaiono premurose, come ad esempio quando vengono aiutati a soffiarsi il naso o al momento del pranzo. Anche in occasione di comportamenti poco corretti, gli alunni vengono ripresi dalle insegnanti con modi che non fanno trasparire alcuna violenza nei loro confronti».
Tanto che l’avvocato Antonio Pascale, difensore di una delle maestre, contattato dal Centro, chiarisce che si procederà con una denuncia per calunnia nei confronti dei genitori qualora non venissero confermati i reati verso le indagate.
«Non ci sono riscontri a carico delle nostre assistite», afferma Pascale, difensore delle insegnanti insieme all’avvocato Andrea Tinarelli, «dai filmati raccolti in segreto dagli investigatori non emergono comportamenti aggressivi da parte delle insegnanti. Siamo certi che tutto si concluderà in una bolla di sapone. Le maestre stanno vivendo un incubo a causa di accuse senza alcun tipo di fondamento e ciò lo dimostreremo. Si tratta di calunnie, visto che le dovute indagini stanno confermando che si tratta di invenzioni di alcune mamme».
L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Elisabetta Labanti, che a sua volta ha coinvolto il Tribunale per i minorenni. L’ipotesi di reato è maltrattamenti e i genitori hanno denunciato violenze in più occasioni, come sculacciate, tirate d’orecchie e altro. Denunce scattate dopo la comparsa di un livido sulla gamba di un bambino, che ha raccontato di essere stato colpito con un legnetto, di quelli che si trovano nelle costruzioni.
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