Le “mani” di Piccone su Celano per truccare appalti e incarichi

Dallo stadio al parcheggio interrato, il gip ricostruisce il “sistema”. Ecco il ruolo del sindaco Santilli L’informativa dei carabinieri è di 20mila pagine con migliaia di ore di intercettazioni ambientali
CELANO. Il sistema clientelare di Celano, diretto dall’ex senatore Filippo Piccone, 59 anni, vicesindaco dimissionario rinchiuso nel carcere di Vasto da lunedì, riguardava appalti e incarichi. Ciò emerge dalle carte dell’inchiesta choc che ha travolto il Comune con 25 misure cautelari. Il gip Maria Proia muove accuse precise in 34 differenti capi d’imputazione. Tutte accuse che dovranno trovare conferma e che al momento sono avvalorate da circa 20mila pagine di informativa dei carabinieri (con migliaia di ore di intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre alle video riprese con la microspia installata nell’ufficio di segreteria di Piccone a Palazzo Rosati).
LAVORI E FAVORI. Uno dei punti dell’inchiesta riguarda i lavori allo stadio. L’imprenditore Vincenzo Santilli della Santilli ingegneria, insieme a Barbara Marianetti e Filippo Piccone, all’epoca consiglieri con delega rispettivamente a Sport e Lavori pubblici, e al dirigente Valter Specchio, «compivano intenzionalmente una serie coordinata di atti anche contrari ai doveri d’ufficio, turbando il contenuto dell’avviso per l’individuazione di professionisti, specializzati nel settore legno, a cui affidare l’incarico per la progettazione della messa in sicurezza, il recupero e la conservazione dello stadio comunale Fabio Piccone predefinendo i requisiti in modo da predeterminare il risultato della gara a favore dello stesso Santilli: Marianetti e Piccone il 4 febbraio 2018 si accordavano preventivamente circa l’affidamento diretto dell’incarico a Vincenzo Santilli mantenendo l’importo sotto soglia pari a 40mila euro; Marianetti incaricava Santilli di svolgere i primi sopralluoghi; il 13 febbraio Specchio, in esecuzione dell’accordo, pubblicava un avviso di manifestazione di interesse; il 28 febbraio Santilli presentava un’offerta; il 12 marzo Specchio affidava l’incarico per un importo di 39mila 500 euro». Queste le accuse.
COMPENSI DA DIVIDERE. Ancora il gip: Piccone, Specchio e i professionisti Lucio Zazzara (attuale presidente del Parco nazionale della Majella, ndr) e Livio Paris «turbavano la procedura di gara» indetta dal Comune per l’affidamento dell’incarico di «progettazione definitiva di sostituzione edilizia della scuola media Beato Tommaso da Celano mediante delocalizzazione in via della Torre, con collusioni e mezzi fraudolenti». In particolare, «a seguito di un accordo tra Piccone, Zazzara e Paris, la progettazione definitiva sarebbe stata realizzata da entrambi pur figurando nel conferimento dell’incarico il solo Zazzara, mentre Paris avrebbe ottenuto, in cambio, l’affidamento del progetto esecutivo-direzione dei lavori, che sarebbe stato redatto da entrambi i professionisti, ma per il quale sarebbe figurato, formalmente, il solo Paris; i due professionisti si sarebbero divisi in parti uguali gli interi compensi di entrambi gli affidamenti, da ottenere con procedure di selezione fittizie; il 12 gennaio Specchio dichiara Zazzara vincitore».
APPALTO DA PILOTARE. Il 13 aprile 2018 Piccone telefona a Santilli e gli chiede se stesse seguendo la questione del parcheggio sotterraneo (da realizzare). Il sindaco gli risponde dicendo che gliene avrebbe parlato di persona. Il 16 aprile Piccone invita di nuovo il sindaco a occuparsi della vicenda. Lo stesso giorno, in serata, Eugenio Russo telefona a Piccone per riferirgli di aver parlato con il sindaco e di avergli proposto un incontro per mostrargli la proposta elaborata, spiegando, nel prosieguo della conversazione, che si trattava del progetto in questione. Russo chiede: «Ma l’hai visto il progetto?». Facendo andare su tutte le furie Piccone, il quale gli contesta il termine usato, evidentemente per paura di essere intercettato, invitandolo a parlare di certe cose di persona, al momento dell’incontro programmato: «(con tono alterato) Ingegnè! Porco dinci!!! Se ci vediamo domani, parliamo domani, no? Eh, mannaggia, mannaggia, come devo fa’ io con voi? Va bene, ci vediamo domani...». Osserva il gip: «In attuazione dell’illecito accordo, Russo aveva completato la redazione del progetto entro il 16 aprile. Si osserva tuttavia che il Comune non aveva ancora deliberato alcuna procedura o gara per la realizzazione di tale progetto. Peraltro, Piccone si era attivato anche per individuare la ditta che avrebbe eseguito i lavori, in totale dispregio delle procedure previste per la scelta dei contraenti con la pubblica amministrazione».
«PER FARLI STA’ ZITTI...». Secondo le accuse, il sindaco Settimio Santilli partecipa attivamente alla turbativa relativa ai tre lotti per la riqualificazione urbana (circa 3 milioni di euro di lavori). Filippo Piccone, scrive il gip, nel corso della conversazione aveva ammesso esplicitamente che il lotto non ancora assegnato poteva andare «a un amico di Settimio». Lo stesso Piccone aveva successivamente replicato a Specchio dicendo che si era già confrontato con Settimio Santilli in merito ai due lotti da dare a Lastella e Mascitti «per farli sta’ zitti un attimo». Scrive ancora il gip: «Appare particolarmente significativo il fatto che nell’ultimo brano di conversazione Piccone abbia indicato con il braccio Settimio Santilli presente sul posto in quanto dimostra chiaramente l’accordo collusivo tra i tre interlocutori, allo scopo di procedere alla turbativa in argomento, a favore di Mascitti e Lastella».
TRE NOMI DA INDICARE. Il 5 maggio 2018 è stata intercettata una conversazione all’interno della segreteria di Piccone, tra quest’ultimo, Valter Specchio e Luca Piccirillo relativa ad alcuni progetti che Piccone aveva intenzione di realizzare nella zona Dietro castello. Piccone manifesta la sua intenzione di affidare a Francesco Stornelli una parte del progetto in questione. Poco dopo, Valter Specchio fa presente a Piccone che il sindaco Santilli gli aveva indicato i tre nominativi cui affidare le direzioni dei lavori e uno dei tre era appunto Francesco Stornelli, invitando Piccone a raccordarsi con Santilli («il sindaco mi aveva fatto tre nominativi sulle direzioni dei lavori. Uno è quello che già gli hai detto tu e quindi parte... però parlaci un attimo...»). Infatti Piccone invita Santilli a individuare i tre professionisti, come Specchio gli ricorda («però ci devi parlare col sindaco, perché, ti ricordi? Tu stesso avevi detto al sindaco individua e lui in effetti mi ha dato tre nominativi»). Piccone a quel punto gli chiede quali sono i nominativi proposti da Santilli e Specchio glieli indica («Questo, un (omissis) e poi... una donna... Chiara... non me lo ricordo... insomma parlaci tu”). Donna successivamente individuata dai carabinieri.
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