Le opposizioni: giunta Biondi bocciata

27 Giugno 2019

Critiche al centrodestra. Palumbo e Albano (Pd): «Questa amministrazione è fatta soltanto di spot e Prg fantasma»

L’AQUILA. La giunta Biondi “compie” due anni, ma secondo l’opposizione non arriverà a completare il mandato: «Il destino di questa maggioranza è legato a doppio filo a quello del governo», ha detto il capogruppo del Pd Stefano Palumbo, in una conferenza stampa congiunta che i gruppi di minoranza in consiglio comunale (ad eccezione del Passo Possibile e della Coalizione sociale) hanno voluto tenere per fare un bilancio di questi primi 24 mesi di amministrazione targata centrodestra. «E qualora, come è probabile, si tornasse a votare per le Politiche, siamo certi che Biondi si candiderà in un seggio blindato per Fratelli d’Italia. C’è il precedente delle scorse Regionali, quando il sindaco era pronto a candidarsi a presidente. Ma lo diciamo anche guardando all’impostazione generale di un’attività amministrativa fatta di annunci e provvedimenti spot e non di progetti di lungo respiro. Biondi sta gestendo tutte attività che hanno un ritorno immediato in termini di consenso, ma il compito di un sindaco dovrebbe essere un altro».
«DUE ANNI PERSI». «Due anni persi». Com’era prevedibile, il centrosinistra non salva nulla di quanto fatto dalla maggioranza. «Finora abbiamo assistito a una sfibrante partita a risiko tra le varie forze della maggioranza, senza esclusione di colpi, per conquistare scranni più prestigiosi sia in Regione che in parlamento. Ormai anche il consiglio comunale è apertamente ostile al sindaco e lui ne è perfettamente consapevole».
ANNO ZERO. «Dal centro storico ai parcheggi al Piano regolatore siamo all’anno zero su tutto, in questi due anni la città è stata tenuta in ostaggio», ha dichiarato Stefano Albano (Pd). «Due anni fa D’Eramo, all’epoca assessore all’Urbanistica, disse che il nuovo Prg sarebbe stato approvato in 18 mesi, ma siamo ancora fermi al documento preliminare approvato dal vecchio consiglio».
DI COSIMO-BIONDI. «Negli ultimi giorni», ha attaccato Lelio De Santis, (Idv), «abbiamo assistito a un teatrino di basso livello tra il sindaco e Sabrina Di Cosimo e, forse, Biondi dovrebbe dare una risposta ad alcune questioni poste dal suo ex assessore, come la lotta per gestire i 700mila euro dei fondi Restart». TASSE TROPPO ALTE. Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro) si è soffermato sui tagli alle tasse locali presenti nell’ultimo bilancio di previsione rivendicati dal centrodestra: «C’è stata solo qualche piccola riduzione della Tari per alcune categorie di contribuenti, ma per il resto all’Aquila si continua a pagare il massimo di Tasi e un’Imu oltre l’8 per mille. Quanto alla Tari, continuiamo a dare all’Asm 14 milioni l’anno, ma la pulizia della città è sotto gli occhi di tutti e la raccolta differenziata è ancora lontana dall’obiettivo minimo del 65%. Per non parlare della Cosap (tassa di occupazione del suolo pubblico): l’hanno tagliata del 10% alle imprese edili, ma non ai commercianti del centro storico».
LE PARTECIPATE. «Biondi si è distinto soprattutto per aver nominato in capo alle partecipate persone in odore di incompatibilità e inconferibilità», ha osservato sarcasticamente Giustino Masciocco (Articolo 1/Mdp), mentre la presidente della commissione Garanzia e controllo Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti) ha sottolineato un «livello basso che si misura, prima ancora che nella mancanza di visione e strategia, nell’abc. Siamo a una percentuale bassissima, per esempio, di ordini del giorno e mozioni approvate anche all’unanimità dal consiglio a cui è stato dato seguito dalla giunta».
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