Le panchine di Abramo, aquilano di Casablanca

15 Luglio 2018

Al Progetto Case di Bazzano il giardino tricolore del podista marocchino: «La città mi ha dato tanto»

L’AQUILA. Inoltrandosi al Progetto Case di Bazzano, a un certo punto ci si trova di fronte a un salottino fiorito circondato di panchine verdi e bandiere tricolori. A mettere le aiuole in ordine e creare quel piccolo spazio non sono stati gli italiani del quartiere, ma un uomo proveniente dal Marocco che qui tutti chiamano Abramo. Achatibi Abderrahmane arriva con la maglietta con il cuore rosso e il nome dell’Aquila.
«Ho fatto questo perché sono ospite di questa città, e voglio ricambiare rendendo più bello questo piccolo angolo». Abramo è molto noto per essere un valente podista. Il 13 luglio scorso ha vinto il titolo regionale nella sua categoria nella gara Go13 a Monticchio, e corre con i colori della Runners di Avezzano. In molti lo ricordano tra i tedofori del Fuoco del Morrone oppure alla Corsa del cappello. «Quando sono andato a Onna con la fiaccola del Morrone», racconta, «la distruzione di quel paese mi ha devastato l’anima. Ecco perché voglio darmi da fare per questa terra che mi ha accolto». Abramo, in Italia dal 2005, all’Aquila dal 2009, ha abitato anche a Gioia dei Marsi, dove ha lavorato in un supermercato. Alcune persone che lo avevano conosciuto lo hanno portato all’Aquila, dove fa il badante. La famiglia di Abramo, la moglie e due figli, così come la mamma e le 5 sorelle, sono rimaste a Casablanca, in Marocco. Il fratello vive nella Marsica. In questi anni non ha mai smesso di lavorare «anche 12 ore al giorno per cavare le patate al Fucino», racconta. «Spero presto di poter portare in questa meravigliosa città che mi ospita anche la mia famiglia e prendere la cittadinanza italiana». (r.p.)
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