Le pubblicazioni di Basile in un incontro all’Emiciclo

2 Giugno 2018

L’AQUILA. La “Damnatio memoriae”, nel diritto romano, indicava una pena consistente nella cancellazione di qualsiasi traccia di una persona, come se essa non fosse mai esistita. La rimozione della...

L’AQUILA. La “Damnatio memoriae”, nel diritto romano, indicava una pena consistente nella cancellazione di qualsiasi traccia di una persona, come se essa non fosse mai esistita. La rimozione della memoria era una delle peggiori condanne che potesse subire un popolo «perché un popolo senza memoria non esiste», afferma Mario Basile, ex sindaco di Castel del Monte.
Il Palazzo dell’Emiciclo ha ospitato, a cura dell’Università della Terza Età, la presentazione dei volumi scritti in questi anni da Basile, tra cui “Ce stìja ‘na vòlta…”. Gianfranco Giustizieri, critico letterario, presente l’autore, ha ricordato come «l’opera di ricerca, ricca di documenti, foto (in alto il vicinato del rione Capocroce del 1959) e racconti castellani, debba servire da stimolo per altre comunità per conservare la memoria delle vicende di persone che hanno fatto la storia dei nostri paesi».