Le reazioni: situazione inevitabile

22 Agosto 2018

Marotta: «Non diamo la colpa solo agli imprenditori». Piccinini: abbiamo eccellenze

L’AQUILA. «Non ho letto la ricerca ma posso dire che, almeno all’Aquila, la situazione è un po’ diversa dal quadro negativo che viene fuori».
A parlare è Alessandro Piccinini, assessore comunale allo Sport, in relazione all’indagine del quotidiano economico Il Sole 24 Ore, che colloca L’Aquila e provincia negli ultimi posti a livello nazionale e regionale.
«I problemi certo ci sono, specie per gli impianti. Ma c'è anche una grande vivacità, sia per numero di praticanti, sia di società. E anche se si guarda ai risultati, tra i nostri atleti ci sono molte eccellenze».
«È una classifica che purtroppo non mi sorprende e che rispecchia una situazione generale deficitaria», osserva, invece, Roberto Marotta, ex campione di pattinaggio e attuale segretario della Firs (Federazione italiana sport rotellistici). Per Marotta, sette volte primatista mondiale, un fattore sul quale si riflette poco è la mancanza di dirigenti sportivi: «Oggi fare il dirigente comporta responsabilità enormi, sono poche le persone disposte a prendersi questo rischio. Spesso a farlo sono i genitori dei ragazzi, ma poi cessano una volta finita l’attività dei figli».
Secondo Marotta, vanno ridimensionati alcuni luoghi comuni: «Sento spesso dire che la colpa di tutto è degli imprenditori, che non tirano fuori i soldi. Ma le imprese spendono se vedono la possibilità di un ritorno economico; inoltre, in giro non è che ci sia tutta questa ricchezza. Non bisogna confondere il fatturato con gli utili. I tempi sono cambiati, le risorse, sia pubbliche, che private, non sono più quelle di una volta. Inutile dividersi le briciole, meglio unire le forze attivando delle sinergie».
Anche Antonello Passacantando, coordinatore nazionale dell’Ancefs (Associazione nazionale dei coordinatori di educazione fisica e sportiva), pone l’accento sulla scomparsa dei dirigenti sportivi: «Sono finiti i tempi in cui si poteva andare avanti a pane e frittata, oggi servono professionalità ben precise». C’è un dato, tuttavia, che, secondo Passacantando, aiuta a guardare la classifica del Sole con meno pessimismo. E viene dalle scuole.
«Nonostante tutti i problemi e i tagli, a livello provinciale la percentuale di istituti di 1° e 2° grado che partecipano ai campionati studenteschi è superiore al 90% e anche nelle scuole primarie il tasso di adesione ai progetti di attività motoria è molto alto, pari al 98%. È questo grazie al grande lavoro degli insegnanti. Quello che si riscontra, forse, è uno scollamento tra la scuola e le attività sportive pomeridiane».
Invece per Giorgio Morelli, presidente regionale Fir (Federazione italiana rugby), la mancata «redistribuzione» della ricchezza, generata dalla ricostruzione, conta. Eccome. L'ex rugbista, però, invita anche a guardare non il dito, ma la luna: «Il discorso sullo sport va inserito in un ragionamento più ampio, quello sulla ricostruzione sociale. I guadagni delle imprese sono legittimi, ma il rischio è che quando la ricostruzione materiale sarà ultimata, ci ritroveremo, al posto di una città, un involucro vuoto, con case nuove, ma senza più le persone. Occorre esercitare, a livello sociale, una pressione affinché non lasciare nulla sul territorio sia eticamente non sostenibile».
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