«Le responsabilità sui migranti sono della prefettura»
SULMONA. Il caso dei dieci migranti che dovranno lasciare i due centri di accoglienza sulmonesi dopo aver ricevuto lo status di rifugiati politici e il permesso di soggiorno elettronico accende il...
SULMONA. Il caso dei dieci migranti che dovranno lasciare i due centri di accoglienza sulmonesi dopo aver ricevuto lo status di rifugiati politici e il permesso di soggiorno elettronico accende il dibattito politico sulla questione accoglienza in città. Alberto Di Giandomenico del Movimento Italica si affretta a dichiarare che le prefetture non possono scaricare tutte le responsabilità sui Comuni. «Quella che tentano ancora di far passare come accoglienza non garantirà coloro che possono restare, immagino che fine faranno coloro che non hanno i permessi per rimanere», dice. «In altri Stati i migranti che non sono in condizione di mantenersi si riaccompagnano a casa, da noi se ne dimenticano. La prefettura dell’Aquila dovrebbe assumersi almeno l’impegno di accompagnare i rifugiati con asilo politico e protezione negli Sprar esistenti i Regione per non lasciarli in strada qui dove presto saranno alla mercé di criminali e organizzazioni senza scrupoli che li sfrutteranno. Alimentiamo i mercati della criminalità in una località che ospita un carcere ad alta sicurezza?», chiede il coordinatore di Italica.
Il caso dei migranti che hanno ricevuto la comunicazione di abbandono dei centri dal prefetto è stato sollevato da Maria Gracia Commito della Uil, che ha avvertito sul rischio sociale che una pratica del genere potrebbe generare su una realtà piccola e in crisi come questa. (f.p.)
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