Le Rsu del cementificio: «La produzione ripartirà»

3 Febbraio 2018

CAGNANO AMITERNO. «Finora non eravamo mai intervenuti sulla polemica relativa all’utilizzo di combustibile Css derivato da rifiuti nel cementificio di Cagnano, ma di fronte a palesi falsità non si...

CAGNANO AMITERNO. «Finora non eravamo mai intervenuti sulla polemica relativa all’utilizzo di combustibile Css derivato da rifiuti nel cementificio di Cagnano, ma di fronte a palesi falsità non si può più tacere». A parlare sono i rappresentanti sindacali (Rsu) dei lavoratori del cementificio che puntano il dito su affermazioni che sarebbero state fatte nel consiglio comunale di Pizzoli che si è svolto giovedì. «In quella sede», dicono le Rsu, «c’è chi ha affermato che da prima di Natale l’impianto sarebbe stato fermato per problemi legati al Css. Nulla di più falso. L’impianto è fermo semplicemente perché c’è stato un surplus di produzione e i magazzini sono pieni. Man mano che si svuoteranno la produzione riprenderà regolarmente. È una cosa questa che è sempre avvenuta, in particolare in inverno. Attualmente i 70 addetti sono impegnati nella manutenzione dello stabilimento». Il combustibile derivato da Css sta cominciando a sostituire quello utilizzato finora, il carbone, che dovrà essere eliminato completamente entro il 2020. Le Rsu ci tengono a sottolineare che sono loro i primi a chiedere garanzie per la salute e che l’impianto è monitorato dall’Arta e non solo. «Non dobbiamo fare una battaglia di tipo ideologico», dice Umberto Trasatti, segretario provinciale Cgil. «Per noi la salute è al primo posto e su questo non ci sono compromessi. Chiediamo alle istituzioni di fare tutto quanto è necessario per la tutela della sicurezza e della qualità dell’ambiente. Sono loro che devono dirci, attraverso le strutture delegate a questo, se ci sono o no problemi. Chiediamo anche un confronto serrato con l’attuale proprietà, la Italcementi, sulle tematiche relative alla sicurezza. Detto questo non si può pensare di chiudere dall’oggi al domani un’attività che ha rappresentato e rappresenta una risorsa per il territorio senza aver fatto una valutazione attenta e senza nemmeno avere alternative serie a garanzia di chi lavora». (g.p.)
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