Le sforbiciate della riforma

26 Novembre 2016

La riforma della geografia giudiziaria del 2012 ha modificato i modi di accesso alla giustizia per i cittadini. Punti cardine del decreto legislativo, infatti, sono stati l’eliminazione di trenta...

La riforma della geografia giudiziaria del 2012 ha modificato i modi di accesso alla giustizia per i cittadini. Punti cardine del decreto legislativo, infatti, sono stati l’eliminazione di trenta tribunali, ridotti a 135, la soppressione delle sezioni distaccate e il drastico taglio degli Uffici dei giudici di pace. La riforma, tuttavia, rimane incompleta e la Commissione Vietti ha redatto nel 2016 la bozza di una nuova delega al governo per ultimarla, razionalizzando la distribuzione delle Corti d’Appello e ridisegnando circondari e distretti. A distanza di 4 anni dalla prima riforma e all’inizio del nuovo progetto, il Consiglio nazionale forense ha individuato linee guida future. A partire dall’assunto che «non è possibile pensare a un ufficio giudiziario solo in base a indici perché la presenza di un tribunale equivale alla presenza dello Stato».