Le società: «Tutto fermo e futuro incerto»

12 Marzo 2020

Marrelli (L’Aquila calcio): «I giocatori sono andati via». L’Aquila Rugby e Paganica: «Impossibile continuare così»

L’AQUILA. Chiuso per coronavirus. Per effetto dell’ultimo decreto emanato dal governo per contenere l’avanzamento del contagio dell’epidemia, tutto lo sport cittadino si è fermato. Fino al 3 aprile, oltre ai campionati – di ogni disciplina e a qualunque livello – ai tornei e agli eventi subiranno uno stop anche gli allenamenti e le attività di base dei settori giovanili. Una scelta obbligata: garantire le condizioni di sicurezza imposte dai provvedimenti emergenziali (divieto di assembramenti, niente contatto fisico) sarebbe stato praticamente impossibile. Ma a preoccupare i presidenti dei club non è solo il presente. E’ anche il futuro. Sul prosieguo dei campionati, infatti, regna una totale incertezza e al momento nessuno sa se, ed eventualmente in che forma, si andrà avanti. «Fino al 3 aprile, attenendoci alle disposizioni del governo, abbiamo cancellato tutte le attività», afferma il presidente della Polisportiva L’Aquila Rugby Paolo Mariani, «non c’erano le condizioni per continuare. Abbiamo 170 tesserati: la loro salute e quella delle loro famiglie viene prima di tutto. Il futuro? Speriamo che la situazione generale migliori, in modo da consentirci di riprendere. Per ora non sappiamo nulla». «Siamo completamente fermi», spiega Antonio Rotellini, presidente del Paganica, società che, tra minirugby, settore giovanile e prima squadra, conta circa 300 tesserati, «per quanto riguarda la serie B, se la situazione non migliorerà, sarà difficile terminare la stagione. Io vorrei che a dare i verdetti fosse sempre il campo, per cui se non ci fossero le condizioni per andare avanti sarebbe meglio annullare il campionato. Ma è una mia posizione personale». Niente allenamenti nemmeno la Rugby Experience e per il suo settore giovanile, che conta circa 300 atleti: «Le nostre attività si svolgono all’aperto»,osserva il presidente Marco Molina, «ma il rugby è uno sport di contatto, non sarebbe stato possibile continuare, specie con i più piccoli».
Stesso ritornello anche negli altri sport: «Abbiamo continuato fino a fine settimana scorsa con misure uniche: 5 medici in alternanza in palestra, igiene e sanificazione quotidiana degli spogliatoi, postazioni detergimano, controllo della temperatura e altri accorgimenti» dichiara Roberto Nardecchia, presidente del Nuovo Basket Aquilano,«ma da lunedì, con senso di responsabilità, abbiamo sospeso tutte le attività dei nostri 250 tesserati, delle 9 squadre agonistiche maschili e femminili e delle 7 di minibasket».
Niente allenamenti nemmeno per L’Aquila 1927, che, prima dello stop, stava dominando il campionato di Promozione di calcio con grande vantaggio: «Ci siamo adeguati ai decreti»,spiega il presidente Stefano Marrelli, «condividendone in pieno le motivazioni. I giocatori della rosa non aquilani sono già tornati a casa. Se il campionato andrà avanti? Non sappiamo ancora cosa accadrà».
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