Le vittime del 6 aprile commemorate a Colle Miruci

Domenica 12 aprile, in una giornata tipicamente primaverile, accanto alla pietra commemorativa del 6 aprile 2009 infissa sulla nuda terra di Colle Miruci, a Roio, don Elias ha celebrato la messa di...
Domenica 12 aprile, in una giornata tipicamente primaverile, accanto alla pietra commemorativa del 6 aprile 2009 infissa sulla nuda terra di Colle Miruci, a Roio, don Elias ha celebrato la messa di fronte alle comunità dei paesi circostanti. Tra gli intervenuti è emersa la consistenza numerica della gente di Sassa che evidentemente è particolarmente legata a questo avvenimento. L’omelia del parroco, oltre che a ricordare le vittime del terremoto, per le quali è stato tenuto un minuto di silenzio, ha voluto mettere in evidenza la solitudine in cui vivono molti anziani relegati nei map e nei progetti case. Il parroco ha inoltre richiamato l’attenzione delle autorità nel procedere con sollecitudine verso il passaggio dalla fase progettuale alla fase operativa della ricostruzione delle frazioni prima che le stesse vengano abbandonate dai giovani i quali, in mancanza di un forte impulso nella creazione di progetti che favoriscono l’occupazione, saranno costretti a trasferirsi altrove, mentre gli anziani, di questo passo, forse abbandoneranno definitivamente il sogno di tornare nelle loro case. L’avvenimento è stato organizzato da alcune associazioni locali e dal gruppo alpini di Roio e di Genzano guidati rispettivamente da Manlio Ciccozzi e Federico Scarsella, il quale, davanti allo sfondo innevato del Gran Sasso, ha letto la preghiera dell’alpino e ha auspicato la realizzazione in loco di una cappella in ricordo delle 309 vittime del terremoto i cui nomi verranno incisi in una targa commemorativa. Tra i presenti hanno presenziato alla funzione anche il sindaco di Lucoli Valter Chiappini e il consigliere del Comune di L’Aquila Giuliano Di Nicola (referente incaricato per l'infrastrutturazione del Piano della Protezione civile in concomitanza con l’adunata nazionale di maggio). Grazie agli alpini che sono rimasti uno dei punti di riferimento sociale in questa landa desolata e una delle poche realtà associative capaci di aggregare, “costruire” e aiutare là dove c’è particolare bisogno!
*cultore di storia locale

