Lega e sindaco alla resa dei conti finale

Il Carroccio fa saltare la seduta per mancanza di numero legale. Ultimatum di Biondi: «Ora basta, pronti a ogni conseguenza»
L’AQUILA. Tra Biondi e la Lega è rottura piena. Gli spiragli che si erano aperti nei giorni scorsi su una possibile ricucitura sono stati richiusi bruscamente ieri durante il consiglio comunale che avrebbe dovuto votare la delibera sulla razionalizzazione delle partecipate (un atto dovuto per legge) e il piano finanziario del servizio gestione rifiuti e che invece è stato sciolto anzitempo dal presidente Tinari quando il Carroccio ha fatto mancare, poco prima che venisse affrontato l’ordine del giorno sulle partecipate, il numero legale. A lanciare il guanto di sfida è stato, ancora una volta, il capogruppo Francesco De Santis, che già a luglio, puntando pubblicamente il dito contro «la vergognosa inerzia dell’amministrazione», aveva dato inizio a una spaccatura mai più sanata. «Abbiamo difficoltà nel continuare a partecipare a assemblee dove ci ritroviamo a essere dei semplici ratificatori di decisioni già prese», ha detto De Santis prima di ritirare le truppe. A dire il vero, al momento della conta, sono risultati assenti, oltre ai salviniani, anche Luciano Bontempo, formalmente capogruppo Udc che a novembre aveva sottoscritto con la Lega una sorta di patto federativo, e il capogruppo di Cambiamo Daniele D’Angelo, che però ha precisato, in un secondo momento, di non aver abbandonato la seduta ma di aver avuto solo “problemi di connessione”. Al centro dello scontro rimane sempre il reintegro in giunta dei tre assessori leghisti (Taranta, Ferella e Aquilio) cacciati in estate da Biondi. Ora che il loro gruppo consiliare, dopo essere stato decimato dalle fuoriuscite di Tiziana Del Beato ed Elisabetta De Blasis, si è rinfoltito con l’ingresso di Roberto Jr Silveri, i salviniani chiedono di nuovo tre posti in giunta, escludendo qualsiasi altro tipo di accordo alternativo.
BIONDI. La risposta di Biondi non si è fatta attendere: «Se qualche forza politica ha deciso che la strada migliore sia quella di fare il gioco dell’opposizione ha tutta la legittimità per poterlo fare. Ma di certo non mi farò condizionare nell’opera di risanamento e rilancio che si sta portando avanti con risultati oggettivi e sotto gli occhi di tutti. A questo punto, però, le strade possono essere solo due: dimostrare responsabilità, rispetto delle istituzioni e confronto leale con tutte le componenti dell’attuale maggioranza; oppure essere pronti ad affrontare tutte le conseguenze. Ritengo di aver dimostrato fin troppa pazienza».
CAPIGRUPPO. A gestire la crisi sarà il tavolo di coordinamento regionale delle forze di centrodestra. Così, almeno, sottolineano i capigruppo di Forza Italia, Fratelli d’Italia, L’Aquila Futura e Cambiamo (rispettivamente Giorgio De Matteis, Ersilia Lancia, Roberto Santangelo e Daniele D’Angelo) in una nota congiunta firmata anche da Luciano Bontempo, evidentemente già stanco dell’alleanza con la Lega.
L’OPPOSIZIONE. In questo quadro, nell’opposizione c’è il blocco dei consiglieri di centrosinistra – Stefano Palumbo, Stefano Albano, Paolo Romano, Elisabetta Vicini, Giustino Masciocco, Lelio De Santis, Angelo Mancini, Carla Cimoroni – che chiedono a Biondi di «verificare a strettissimo giro se può contare ancora su una maggioranza. Se così non è, il sindaco mostri il coraggio di fare un passo indietro lasciando alla città la possibilità di tornare al voto in primavera e di scegliere un governo» e il Passo Possibile, che invece sembra escludere qualsiasi ritorno anticipato alle urne: «Il confronto per il futuro della città si farà tra 1 anno e mezzo alle elezioni, ma oggi c’è una città da difendere. Ognuno faccia la sua parte».
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