Legambiente a Renzi «L’Aquila è la priorità»

L’AQUILA. La ricostruzione post terremoto dell'Aquila bloccata dal patto di stabilità e la pista ciclopedonale tra Martinsicuro e San Salvo ancora in stallo per via della frammentazione degli...
L’AQUILA. La ricostruzione post terremoto dell'Aquila bloccata dal patto di stabilità e la pista ciclopedonale tra Martinsicuro e San Salvo ancora in stallo per via della frammentazione degli interventi, la sovrapposizione delle competenze e la mancanza di un coordinamento fra enti. Sono queste le due principali opere incompiute che Legambiente ha individuato nella regione Abruzzo rispondendo alla sollecitazione del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che il 2 giugno scorso ha chiesto ai sindaci quali fossero le piccole e medie opere sparse sul territorio italiano ancora in stallo, nell'ambito del decreto "Sblocca Italia".
«La più drammatica è la situazione che si sta determinando all’Aquila» scrive Legambiente in una nota «e negli altri 56 Comuni colpiti dal terremoto del sei aprile del 2009, dove il finanziamento di centinaia di progetti già approvati e pari circa a un miliardo di euro per la ricostruzione, sono bloccati dal patto di stabilità europeo.
Per un certo periodo il flusso di risorse è stato garantito dall'intervento della Cassa Depositi e Prestiti, che aveva messo a disposizione dei Comuni del cratere e dell'Ufficio Speciale per la Ricostruzione la liquidità necessaria a far partire i progetti approvati. Lo Stato sarebbe stato garante presso la Cassa Depositi e Prestiti, dilazionando la restituzione dei fondi, che veniva spalmata negli anni successivi. Questo meccanismo si è interrotto quando l'Unione Europea ha sancito che le risorse erogate in questo modo devono essere conteggiate annualmente nel calcolo del debito, che va a incidere nel rapporto tra deficit e Pil che deve mantenersi sotto il tetto del 3% del Patto di Stabilità. Si sono quindi accumulati centinaia di progetti approvati per un importo pari al miliardo di euro e che sarebbero cantierabili immediatamente, se le risorse stanziate fossero rese disponibili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

