Legnini: 1 miliardo e 800 milioni per le aree colpite dai terremoti

Il Commissario alla ricostruzione del sisma Centro-Italia: «Così renderemo città e borghi più attrattivi Con il Piano nazionale di ripresa e gli altri fondi disponibili abbiamo di fronte un’occasione storica»
L’AQUILA. «I territori dell’Appennino centrale colpiti dal sisma del 2009 e da quello del 2016 hanno davanti un’opportunità straordinaria e difficilmente ripetibile nei prossimi decenni. Oltre alle linee di intervento generali del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), e agli altri fondi disponibili per la ricostruzione e lo sviluppo, abbiamo lavorato, in questi mesi, per ottenere un fondo di 1 miliardo e 800 milioni di euro, che si aggiunge alle risorse del Cis cratere per il Centro Italia e al 4% per il cratere 2009, per poter realizzare tutti gli interventi complementari alla ricostruzione. Sarà, dunque, possibile rendere le città, i paesi e i borghi dei due crateri più attrattivi, sostenibili e connessi, e varare incentivi aggiuntivi per le imprese, per il turismo, la cultura e la formazione».
Parla di «occasione storica», il Commissario alla ricostruzione del sisma Centro-Italia, Giovanni Legnini, che oggi sarà all’Aquila, per prendere parte al convegno “Officine Italia”.
L’appuntamento è in programma al Palazzo dell’Emiciclo dalle 9.30 alle 13.
INVERTIRE LA ROTTA. Anticipando al Centro i temi del suo intervento, Legnini pone l’accento su quella che definisce «un’opportunità irripetibile per tentare di invertire quella prolungata tendenza allo spopolamento e al depauperamento economico- sociale dei comuni delle aree interne, ancor prima che si producessero gli effetti distruttivi dei terremoti. Adesso il governo e il Parlamento, che voglio ringraziare per aver saputo interpretare il dramma della doppia emergenza delle popolazioni colpite dai sisma», sottolinea Legnini, «dovranno assumere una decisione conclusiva sulle modalità di attuazione e sulla governance per l’utilizzo di tali risorse. La sfida dell’attuazione è ardua, ma è possibile vincerla: occorre per questo affrontarla con molta lungimiranza e determinazione, per far sì che nell’Appennino centrale si torni a vivere, lavorare, ospitare e produrre».
CANTIERE CENTRO ITALIA. Si chiama “Riattivare i luoghi e le persone” il programma di intervento sul fondo complementare al Pnrr. Definizione che ben inquadra la rotta dello sviluppo e della ripresa verso cui sarà indirizzato il miliardo e 800 milioni a disposizione dei territori colpiti dal sisma. «L’obiettivo del programma di intervento è quello di ricreare un ambiente idoneo allo sviluppo sociale e alla crescita economica, facendo leva sul rapporto tra le comunità locali e il contesto di riferimento», spiega Legnini, «questo si determina attraverso la combinazione di azioni tra loro integrate che generano valore, liberano le energie produttive, rafforzano il saper fare e creano convenienze alla residenzialità e al fare impresa».
Un’azione di sistema che guarda al miglioramento della rete infrastrutturale pubblica, alla realizzazione di una infrastruttura digitale di riferimento, efficace ed accessibile e alla promozione di interventi volti a stimolare investimenti in grado di valorizzare le vocazioni produttive del territorio, in ogni settore economico.
FONDO COMPLEMENTARE. «Perché le città e i borghi delle aree del terremoto tornino a ripopolarsi, è necessario che siano sicuri, ma anche accoglienti, attrezzati, connessi e sostenibili offrendo, a chi sceglie di abitarvi o di farvi impresa, una serie di servizi», sottolinea il Commissario alla ricostruzione, «gli interventi, già previsti nelle linee generali del Pnrr, in questa specifica area andranno ad interessare e condizionare il modo dell’abitare e del produrre di centinaia di migliaia di abitanti. Per quanto riguarda le azioni specifiche, la linea d’intervento per le aree del terremoto sostenuta dal Fondo complementare del Recovery Fund agisce in maniera integrata con i processi di ricostruzione in atto», spiega Legnini, «per supportare le nuove modalità di organizzazione delle reti, delle infrastrutture, della dotazione tecnologica e degli spazi conseguenti alla ricostruzione».
SMARTA CITIES. Per quanto riguarda la rigenerazione urbana, si prevedono interventi specifici per l’attuazione delle cosiddette smart cities che vanno dal miglioramento dei servizi alla riorganizzazione dell’ambiente urbano. Per quanto riguarda la crescita economica, l’azione è orientata al rafforzamento delle attività produttive, alla valorizzazione delle risorse ambientali e al finanziamento di progetti destinati al riuso dei materiali recuperati dalle macerie. Il piano prevede anche la creazione di quattro centri di ricerca universitaria, uno per ogni regione delle aree colpite dal sisma e la costituzione di un centro di formazione superiore tecnica per la pubblica amministrazione e di un centro nazionale per il Servizio civile universale.
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