Letta: «Di Piero futuro della città ma al ballottaggio si parte da zero»

14 Ottobre 2021

La visita del segretario nazionale Pd: qui un clima sereno, credo faccia invidia ad altre forze politiche Il candidato del centrosinistra: nell’agenda di governo mettere tribunale e sviluppo del nostro territorio

SULMONA. «La prossima volta che vengo a Sulmona voglio trovarti con la fascia tricolore sotto la statua di Ovidio». È questo l’augurio che il segretario nazionale del Partito democratico, Enrico Letta, ha rivolto a Gianfranco Di Piero, candidato sindaco della coalizione “Liberamente Sulmona”. Una visita in una terra che considera “casa sua” per dare la carica a Di Piero e invitare ad andare a votare domenica e lunedì. Il pomeriggio di Letta è iniziato con una passeggiata nelle strade del centro, un caffè e poi l’incontro con candidati, sostenitori e democratici nella sala della Comunità montana Peligna. Ad accoglierlo una platea e tanti simpatizzanti che sono stati costretti a rimanere fuori.
L’INVIDIA
«C’è un clima sereno oggi che credo faccia sana invidia alle altre forze politiche», ha spiegato il segretario di circolo del Pd, Franco Casciani, «posso dire che a Sulmona è tornata la politica». Visibilmente commossa Teresa Nannarone, presidente del circolo Pd locale, che ha moderato l’incontro e ricordato l’importanza della visita di Letta.
IL BILANCIO DI PIACENTE
Un bilancio di quanto sta accadendo è stato tracciato invece dal segretario del Pd provinciale, Francesco Piacente, per il quale «a Sulmona, al primo turno, si è celebrata una vittoria: quella dei partiti. Vittoria che ha chiuso un capitolo di storia degli ultimi anni che dava per finiti i partiti. Qui tutti i partiti, anche quelli delle altre coalizioni, hanno dimostrato il contrario». Piacente ha rivolto un appello chiedendo di andare a votare perché «nessuno si faccia confondere da giochi di prestigio di chi dice di fare un passo indietro per farne tre avanti». In platea tanti candidati e sostenitori del Pd, ma anche la presidente del Pd regionale, Manola Di Pasquale, l’onorevole Stefania Pezzopane (Pd) e la senatrice Gabriella Di Girolamo (M5S).
FINA: ALZARE LA VELA
«È stata restituita al Pd la possibilità di essere netto e preciso nelle sue scelte, inclusivo e non più arrogante», ha chiarito Michele Fina, segretario regionale del Pd, «non basta però avere il vento favorevole se poi non si sa alzare la vela. Bisogna avere amministratori capaci di cogliere le opportunità del piano nazionale di ripresa e resilienza, capaci di interpretare un fase difficile come quella che stiamo vivendo. La coalizione che si è costruita qui è stata costruita sui progetti e sui principi. Per questo voglio ringraziare le forze politiche di questo territorio e tutte le forze civiche vere per il lavoro svolto su questo territorio».
L’OPPORTUNITÀ
Prima dei saluti finali del segretario Pd, a parlare è stato il candidato sindaco Di Piero per il quale la visita di Letta «rappresenta un’opportunità per Sulmona». Secondo Di Piero «la politica, come diceva Andreatta, si fa con il cuore e non con spregiudicatezza. Noi chiediamo a Letta di scrivere nell’agenda del partito e del governo i problemi di questa terra, come lo sviluppo del nucleo industriale dove c’è ormai un solo insediamento e molti stabilimenti hanno chiuso, abbiamo proposto una riconversione green, le start up femminili e confidiamo molto sul piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma anche il problema del tribunale, un presidio importante per il territorio e tante altre problematiche che attendono di avere una risoluzione. La battaglia non è finita, non ci dobbiamo cullare nell’illusione di aver vinto al primo turno, i nostri avversari sono agguerriti e astuti. Dobbiamo mobilitarci per dare una risposta forte con il voto di domenica e lunedì».
LE SCUSE AD AVEZZANO
Letta si è scusato per «non aver fatto la prima visita da segretario nazionale ad Avezzano», sua città d’origine, e ha confessato di essere «emozionato di poter parlare agli abruzzesi». «Questo è un momento che ci ricorderemo per molto tempo», ha affermato, «il secondo turno non è il secondo tempo della partita di calcio dove se hai vinto al primo tempo fai un po’ di catenaccio, cambi qualche giocatore e vai avanti. Al ballottaggio riparti da zero. Un tempo i voti erano per gruppi familiari, per condomini, per frazioni. Oggi non è così, la gente cambia parere da un momento all’altro. Per questo bisogna parlare con tutte le persone, anche con quelle che al primo turno non hanno votato con te e convincerle a votare per te. Bisogna votare per la città, mettiamo in campo la candidatura di Di Piero che è la candidatura per il futuro della città».
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