Lettera di offese dai no vax al medico morto

3 Agosto 2022

Il caso a Celano: la moglie pubblica sui social il contenuto del plico anonimo spedito da Bologna

CELANO. Preso di mira dai no vax il dottor Francesco Ulanio, il medico 47enne di Celano stroncato da un malore improvviso a giugno durante una corsa mattutina sul lungomare di Montesilvano, dove stava trascorrendo qualche giorno con la moglie Antonella Morgante, nutrizionista, e i figli Lucilla, Domenico e Agostino di 13, 10 e 4 anni. Un medico attento e coscienzioso, uno sportivo appassionato e responsabile non risparmiato dall’ideologia dei movimento contrari al vaccino contro il Covid 19. Qualche giorno fa, infatti, nella cassetta della posta la moglie del medico ha trovato una lettera indirizzata al marito.
«Allego ciò che ha giurato e disatteso con odio bestiale. Un esempio pessimo di umanità e non professionalità. A volte una serpe, muore del suo stesso veleno», si legge nell’inquietante e offensivo messaggio che accompagna le due pagine di giuramento professionale. La busta contenente la lettera anonima reca il timbro postale di Bologna, da dove è stata spedita il 14 giugno scorso.
Sconcertata dal contenuto di quanto ricevuto, la moglie del medico ha postato tutto sui social, ricevendo tantissimi messaggi di solidarietà. «Caro Checco», commenta la donna, «ne avremmo fatte di risate di fronte alla pochezza di costoro, talmente vigliacchi e privi di coraggio da recapitarti una tale lettera i “novacs di voi altri” che tutto sanno e talmente conoscono da criticare anche l’operato e il lavoro di chi di prerogative, invece, ne era pieno! Il mondo è bello perché è vario, la libertà di pensiero è diritto di tutti, la capacità di confronto e scambi di idee è una prerogativa di alcuni, l’umanità e il rispetto di appartenenza di molti (per fortuna!) e poi, poi ci sono coloro che di prerogative non ne hanno; come potrebbero se non si è dotati di intelligenza umana?!».
Medico di base, attivo durante l’emergenza Covid nel centro vaccinale della sua città, allenatore dei bambini dell’Avezzano rugby, società nella quale lui stesso aveva militato come giocatore, Ulanio era un grande appassionato di sport. Fin da giovane aveva sempre coltivato il grande amore per la corsa, e anche in quella manciata di minuti che hanno preceduto la sua morte stava correndo. (f.d.m.)
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